Rassegna storica del Risorgimento

1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
anno <1941>   pagina <314>
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314 Eugenio Passamoriti
ambienti, che regolavano le finanze della Tunisia; per quanto sostenuto dal De Lagau che credeva, favorendo le sue velleità autocratiche, di cat­tivarselo più saldamente; sebbene fosse animato da una opinione ecces­siva della sua potenza e di quella del suo dominio, capì che, in sostanza, si trovava di fronte a un nemico, contro il quale non si poteva scherzare. H Regno sardo aveva, più di una volta, fatto piegare la Reggenza tunisina e non sapevasi se, ora, sarebbe stato meglio cedere amichevol­mente o farlo, in modo clamoroso, alla presenza di tutto il mondo. Quel sen­timento che lo aveva sospinto a tentare, da prima, un accordo col Peloso, lo mosse a dubitare, un istante, di proseguire nella via della intolleranza Sperò che il Console sardo non avrebbe operato, come erasi espresso, e che non avrebbe condotto a termine la minacciata partenza. Chiamò presso di sé i consoli di Francia e d'Inghilterra: ma né l'uno né l'altro seppero dargli una risposta che gli consentisse di conciliare le richieste sarde e, sopra ogni cosa, distruggere l'accusa mossagli, di avere violato i trattati con la linea di condotta che aveva prescelta. E la sera del 26 novembre il Peloso si imbarcava sulla nave da guerra sarda e lo stato di pace veniva rotto fra i due paesi. *)
IlLa Margherita, però, volle, per conto suo, indagare, quanta e quale fosse la responsabilità del Console generale sardo. Numerose giunge-vangli le lagnanze di sudditi liguri e piemontesi che, direttamente o indi­rettamente, erano stati danneggiati dalla vertenza con il Bey e che non mancavano di riversare la colpa dell'accaduto, in notevole parte, sul Peloso per non avere usato la sufficiente prudenza. Con un diplomatico-di maggiore moderazione, tutta la questione sarebbesi potuta risolvere pacificamente, che sarebbe stato meglio contentarsi di poco ed ottenerlo, piuttosto che volere tutto e perderlo completamente. Il Bensì, incaricato di reggere il Consolato sardo in Tunisi, fino a quando si fosse decisa, in un senso o nell'altro, la vertenza, scriveva al La Margherita, il 7 gennaio 1844, intorno ai gravissimi danni inflitti dalla attuale situazione ai com­mercianti sardi:
Alcuni hanno perduto il loro grano, marcito ne* depositi, come risulta da* processi, verbali fatti a loro richiesta da questa generale Agenzia, altri, meno disgraziati, per non perderlo del tatto sono obbligati a venderlo all'incanto o per contratto con ribasso sul costo. Questo è tanto più doloroso perchè, se i proprietari avessero potuto spedire le loro merci in Genova all'epoca della proibizione, avrebbero fatto un vistoso guadagno. 2)
*} A. S. 2, Consolati Nazionali, .Tunisi* voi. IV, loc. cit., il Peloso al La Margherita, 14 gennaio 1843.
2) A. S. T., Consolati Nazionali, Tunisi, voi. TV, loc cit., il Bensì al La Margherita, 7 gennaio 1844.