Rassegna storica del Risorgimento

1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
anno <1941>   pagina <316>
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316 Eugenio Passamonti
H La Margherita, conosciute come fossero andate le cose, agì come l'esperienza avevagli insegnato; e, mentre dispose che negli arsenali fossero apprestate le navi per qualsiasi evenienza, mandò nelle acque di Tunisi, una delle maggiori unità della flotta, con il duplice scopo, di tutelare, per qualsiasi evenienza, i sudditi sardi, e di dimostrare al Bey che potevasi attendere ammonimenti più gravi dal Governo piemontese. Ad una azione bellica sarebbe ricorso in un'epoca posteriore, se la presente dimostrazione non avesse avuto l'effetto di piegare il Bey. Non conveniva turbare le acque, già poco serene, della diplomazia europea, appena uscita dalla crisi del 1841 e agitata dai numerosi problemi dell'ora, in Spagna ed in Oriente: né potevasi calcolare a priori se un intervento sabaudo in Tunisia fosse stato accolto con favore o con contrarietà, da Londra e da Parigi. Necessitava che gli eventi mutassero, facendo però intendere ad amici e nemici che il Regno Sardo non avrebbe in alcun modo concesso, che i suoi diritti fossero menomati dal capriccio del Bey.
Siffatta consapevolezza ebbe immediatamente Ahmed. Il quale, conoscendo la recente storia del suo paese, non aveva dimenticato quel che era avvenuto, sotto il suo predecessore, quando questi aveva tentato di eludere i suoi doveri verso lo Stato Sabaudo. E, prevedendo che, presto o tardi, la squadra sarda sarebbe apparsa alla Goletta e lungo le coste tunisine, quando non fosse stata accompagnata da una flotta di trasporti militari, incominciò ad apprestare le opere di difesa e di offesa, sia che in realtà credesse in una energica azione delle armate di Carlo Alberto, sia che tendesse a dimostrare a Turchia, Francia ed Inghilterra che egli non temeva gli eserciti europei e che era pronto a difendere a qualunque costo, contro qualsiasi potenza, la sua libertà e quella del suo Stato.
Il 1 dicembre del 1843, il Bensì comunicava al La Margherita che il Bey si era recato alla Goletta, che aveva incominciato a mettere in stato d'assedio. Erano stati costretti molti operai ebrei a lavorare alla fabbricazione di carri di artiglieria ed alla confezione di tende, sotto la guida di istruttori francesi. H 30 novembre erano stati emanati ordini a tutti i governatori dei paesi più. vicini alla capitale, perchè preparassero gli uomini di razza araba a prestare servizio, per la difesa della Reg­genza. l) Ciò aveva preoccupato il Reade ed il De Lagau. I quali, ben conoscendo con quanto scarso favore fossero vedute le manovre loro, per accaparrare ai loro paesi la maggiore somma di interessi della Tuni­sia, temevano che gli armamenti arabi, diretti contro i sardi, non aves-
J) A. S. rM Consolati Nazionali, Tunisi, voi. IV, toc, clt., il Beimi al La Margherita, 1 dicembre 1843.