Rassegna storica del Risorgimento

1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
anno <1941>   pagina <317>
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La vertenza franco-sarda per Tunisi (1843-1844) 317
aero finito in un generale movimento xenofobo, del quale inglesi e fran­cesi avrebbero pagato il conto maggiore. È vero che Àhmed aveva dato loro la più ampia assicurazione, che non si sarebbe verificato nulla di quel che temevano, ma il fatto esisteva, ed i loro timori erano tanto più. vivi quanto più affluivano armati, dall'interno alla capitale. Il 7 dicembre il Bensi comunicava al La Margherita che le città litoraneo della Tunisia erano state messe in stato d'assedio, per essersi il Bey preoc­cupato della San Michele che erasi presentata al largo della Goletta. Da Livorno erano giunti quattro legni carichi di polvere e se ne atten­devano altrettanti da un momento all'altro, con la stiva piena di palle da cannone. Era stato spedito in quei giorni a Malta un bastimento, per acquistare legname da costruzione di affusti per pezzi da costa. *)
Voci erano diffuse di una imminente partenza della flotta sarda per la Reggenza; ed esse avevano l'effetto immediato di un intensificarsi di armamenti e di apparecchi logistici. Il Bensi, raccogliendo notizie dai diversi connazionali che abitavano la città costiere della Reggenza, si faceva premura di riferirle a Torino, non perchè ritenesse, che tutto ciò potesse alterare la serenità, con cui negli ambienti responsabili si consi­derava la situazione, ma per dimostrare quale apprensione regnasse in tutta la Tunisia, per il timore di severe reazioni del Governo sabaudo al contegno intollerante del Bey. Il 2 dicembre 1843 il Bensi comunicava al conte de La Margherita, che istruzioni intense erano compiute dalle milizie di Ahmed sotto la direzione di ufficiali ed istruttori francesi: di questi dava l'elenco nominativo, per dimostrare quanto il governo di Luigi Filippo vigilasse sn quel che avveniva nella Reggenza. E riferiva altresì che elementi, ben accaparrati da Ben Ayed e dagli ambienti più responsabili dell'attuale stato di cose, venivano rappresentando la vicenda sardotu­nisina, come quella di una vera e propria guerra religiosa contro gli infe­deli. La qual cosa preoccupava,! consolati europei che, già non sicuri per l'affluire degli arabi dell'interno, paventavano della loro sorte in un non lontano futuro. E poteva ciò servire al Governo tunisino per premere sulle potenze, interessate agli affari della Reggenza, perchè facessero forti pressioni su Torino, per indurlo a modificare la sua linea di condotta. 3)
La mentalità orientale si rivelava in modo indubbio, quando si trattava di vantare la potenza propria e quella del nemico. Il male era
1) A. S.T., Consolali Nazionali, Tunisi, voL IV, ine. cit., il Bensì al La Margherita. .
2) A. S. T Consolati Nazionali, Tunisi, voi. IV, loc. cit., Jl Bensì al La Margherita, 7 dicembre 1843.
3) A. S. T Consolati Nazionali, Tunisi, voi. IV, loc. cit. il Bensi al La Margherita, 2 dicembre 1843.