Rassegna storica del Risorgimento

1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
anno <1941>   pagina <318>
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318 Eugenio PassamonU
che un italiano, il Galligaris, dissentendo dalla politica del Peloso e da quella del Piemonte, non faceva mistero dell'errore commesso, troncando le relazioni diplomatiche e ponendo di fronte i due Stati, dei quali, il tunisino, si trovava in condizioni migliori del sardo. Si vociferava che a 40 mila uomini giungessero le forze beycali, mentre i soldati di Carlo Alberto non avrebbero potuto essere trasportati in numero proporzio­nato in Tunisia, se non a caro prezzo. Ed il momento non consentiva, secondo il Calligaris, un simile dispendio di forze e di denaro. 1}
D trascorrere del tempo rendeva sempre più difficili le condizioni del Bey. Alla prima vampata di entusiasmo veniva succedendo un lento disgregarsi delle forze militari, spirituali e politiche, che erano state vantate come propugnacolo della indipendenza tunisina. Il 7 gen­naio 1844 il Bensi riferiva a Torino che lo stato delle truppe era disa­stroso per il difettoso accantonamento e per il vitto deficiente. Le armi erano risultate di numero inferiore a quello strettamente necessario, e di qualità scadente.*) Il Bey, poi, cominciava a vedere in maniera sem­pre più chiara quello che eragli balenato, fin dai primi giorni del set­tembre 1843 : che, cioè, le ostilità con il Regno Sardo avrebbero avuto, come diretta conseguenza, più o meno lontana, l'intervento delle grandi potenze, ed egli si sarebbe trovato, come il vaso di terra in mezzo a vasi di ferro. L'apparire alle coste tunisine di navi da guerra piemontesi aveva richiamato nelle acque di Tunisi la fregata britannica Vernon e si vociferava, che, molto probabilmente, l'esempio di Londra sarebbe stato seguito dagli Stati, che apparivano al Bardo assai pericolosi per la indipendenza della Tunisia:
La fregata inglese-scriveva il Bensi al La Margherita, il 2 febbraio 1844 e tuttora qui, né m'è riuscito di potere penetrare il motivo della sua venuta. Se dovessi dedurre qualcosa dalle continue e ripetute dicerie de' mori e da' qualche parola sfug­gita al sg. Raffo e stamani, confidenzialmente, riportata, dovrei credere che il Bey è in apprensione che la Porta Ottomana approfitti delle nostre divergenze per fare causa comune con noi, colTAustria, che ha forti motivi di lagnanze contro questo governo, e forse anche coli* Inghilterra, la cui influenza è oggi inferiore a quella della Francia e portare, finalmente, a compimento, l'invasione da tanto tempo progettata di questa reg­genza e sempre fallita per l'attiva sorveglianza della Francia, i di cui interessi politici l'obbligheranno, finché possiederò l'Algeria, ad opporsi con tutti i mezzi allo stabi­limento in questo paese di un amico così pericoloso e cosi dubbio, come il turco.3)
>) A. S.T., Consolati Nazionali, Tunisi, voi. IV, loc. eie.
2) A. S. T.t Consolati Nazionali, Tunisi* voi. IV", insorto IV (1844-45) il Bensi al La Margherita, 14 dicembre 1843, 7 gennaio 1844, 14 gennaio 1844.
3) A.S. T.t Consolati Nazionali, Tunisi, voi. IV, inserto IV, il Bensi a La Mar­gherita, 2 febbraio 1844.