Rassegna storica del Risorgimento

1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
anno <1941>   pagina <321>
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La vertenza franco-sarda per Tunisi (1843-1844) 321
In questa complessa situa/ione politica, la Turchia aveva seguito la stessa condotta che, da più. di un secolo, aveva ispirato tutte le sue relazioni con le potenze europee. Posta tra Francia ed Inghilterra, che in un modo o nell'altro, protestando di voler tutelare la intangibilità della Reggenza tunisina,1) in sostanza volevano impedire che Puna o l'altra se ne impadronissero, la Sublime Porta aveva affermato di non permettere ehe chicchessia attentasse alla sua sovranità in quella regione dell'impero.2) Ma, nel tempo stesso, essa aveva favorito i disegni della potenza che le si era dimostrata, più propensa, a che fosse mantenuta, quanto più. era possibile, la integrità del territorio imperiale.3) E Londra, come l'aveva sostenuta nella lotta contro Mehmet Ali, così, ora, nel problema tunisino, mostravasi decisa a volere salvaguardati i diritti dell'Impero ottomano, contro qualsiasi altra potenza. Sapevasi a Costan­tinopoli che nella scacchiera tunisina continuava il giuoco, che era stato svolto in quella egiziana;4) ma dall'abile diplomazia ottomana non vole-vasi indagare fino a cpial punto la ferma disposizione britannica, di difen­dere la integrità dei domini turchi, si associasse con la decisa volontà di impedire il rafforzarsi della potenza francese nel Mediterraneo.5) Erasi certi al Divano che potevasi contare sul Foreign Onice ogniqualvolta si fosse trattato di far rispettare la sovranità ottomana in Tunisi, anche se esercitata nella più blanda delle maniere, in modo da concedere quel che era possibile alla dignità ed all'orgoglio di quel Bey: e questo bastava agli uomini, che dirigevano la politica estera turca. I quali erano ben consapevoli che Londra si sarebbe fatta ampiamente pagare questo apparente riconoscimento, siffatta politica di conciliazione fra le due parti, acquistando al Bardo, sotto qualsiasi punto di vista, condizioni
T) SEHKÈS J., op. cit., pp. 268 segg. Cfr. le dichiarazioni fatte da Luigi Filippo a Rechid pascià, il 30 novembre 1841, id., id., p. 271; e colloquio di Aberdeen con il Saint Aulaire, 20 dicembre 1841, id., id.. p. 273: Gmzor M., op. cit., voi. IV, pp. 267, 268.
z) Risposta del Divano alla Nota del Bourquenay, del 28 dicembre 1840; conse­gnata all'ambasciatore francese il 7 gennaio 1841. SERKÈS J., op. cit., p. 274.
3} Nota di Lord Paltnerston all'ambasciatore francese in Londra 27 luglio 1840 in Record Office, London, Tuxris.
*) La finezza della diplomazia inglese vedi nel dispaccio di lord Aberdeen, in data 14 luglio 1842 a Sir Stratford Canning (Londra., Record Office, Turkey, dispaccio n. 86, 1842) riportato in SEBBÈS, op. cit., pp. 284, 85. Volcvasi impedire qualsiasi violenza alla indipendenza tunisina, ma si ricordava che il Bey era pur sempre vassallo del Sultano.
5) HÀtiEW E., Hi stoico du peti pie anglaisau XIX*"" sieda, Paris, Hachette, voi. IH (De la crise ou Reform Bill à Vavénement de Sir Robert Peel (1830-1841) pp. 251 segg.; TH*!REAU DANCJN, op. cit., voi. V, pp. 41 segg.