Rassegna storica del Risorgimento

1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
anno <1941>   pagina <323>
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La vertenza fianco-sarda per Tunisi {1843-1844) 323
la lotta contro Abd-elKader, alleato col Marocco, V comprendeva che non dovevansi turbare le acque tunisine e destare una nuova contesa in questa parte dell'Africa settentrionale, così strettamente collegata al programma imperialista della monarchia di luglio. Dovevano essere state forti queste sue ragioni, per convincere Ahmed bey di rivolgersi a Costantinopoli, dalla cui vigilanza aveva cercato di sfuggire, quanto gli era stato possibile. E per impedire la immediata presenza sia dei rappre* sentanti del Sultano, sia della fiotta e dell'esercito turco, egli si era, più di una volta, servito della Francia e dell'Inghilterra, dimostrando loro che un ritorno in Tunisia della effettiva sovranità turca non avrebbe, in ultima sintesi, avuto altro effetto che di danneggiare gli interessi di queste due potenze. Ed era stata una continua lotta fra Tunisi e Costan­tinopoli, la prima, per tenere lontano il giorno del redde rationem, il secondo per affrettarlo; ed era stata necessaria l'abile politica or di Lon­dra or di Parigi per impedire il ristabilimento della sovranità turca nella Reggenza. 2) E quando si erano presentate le missioni ottomane ad Ahmed, sia per consegnargli la ufficiale investitura in nome del Sultano, come quella guidata da Osman bey,3) sia per richiedergli il pagamento del tributo,4) Ahmed aveva adoperato tutte le sue influenze, promesso più di quello, che da lui richiedevasi, al Reade, e specialmente al De Lagau, tanto per far partire, il più presto possibile, i messi del Sultano, carichi solo di buone parole e di verbali garanzie, quanto per impedire che il Divano, stanco delle tergiversazioni, inviasse la squadra e le truppe necessarie per far comprendere al ribelle vassallo, che il tempo delle oblique manovre era tramontato per sempre. E negli ultimi tre anni, per ben due volte, Ahmed si era visto nella più difficile situazione, temendo, da un momento all'altro, di vedere comparire alla Goletta la flotta ottomana: e solo l'in­tervento diretto di Luigi Filippo presso l'ambasciatore turco a Parigi, Reschid pascià, il 30 novembre 1841, lo aveva salvato, non ostante che a difendere i diritti della Sublime Porta si fosse levato il Foreign Office. Il colloquio di lord Aberdeen con il Saint Aulaire, del 20 dicembre 1841, non aveva lasciato dubbio di sorta sul contegno che avrebbe assunto Londra se la flotta francese si fosse presentata nelle acque tunisine e collocata di fronte alla squadra ottomana. s) E l'anno seguente, alla vigilia quasi
1) TBTJREAU DANCIN P., op. cit., vpl V, pp. 381 scgg.; GUIZOT M., op. cit., voi. VII, pp. 144 scgg.
-) SERBÈS J., op. cit., pp. 229 scgg., pp. 240 scgg.
3) SKRBÈS J., op. cit.-, p. 240.
0 SEBKES J., op. cit., pp. 254 aegg.
s) SERRÈS J op. cih PP* 269 scgg.