Rassegna storica del Risorgimento
1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
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1941
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324
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324 Eugenio Passamonli
della vertenza con il Regno Sabaudo. Ahmcd aveva dovuto accogliere un inviato turco, il 5 luglio 1842: lo scopo della visita era amichevole: la sostanza, invece, appariva un severo, minaccioso richiamo. *) Se il Bey tunisino si era deciso d'invocare l'intervento e l'aiuto turco, cosa, che poteva offrire la migliore occasione a Costantinopoli per intromettersi nelle questioni della Reggenza e non partirsene mai più, era evidente o che egli, in realtà, paventava il Governo sardo, o voleva evitarne il pericolo immediato suscitando discordie fra Torino e Costantinopoli, sperando poi, a vertenza finita, di servirsi dell' intervento francese, per riacquistare la propria autonomia dal Divano. Infine potè vasi anche supporre che qualche potenza non voleva né poteva tollerare che il Piemonte, ottenuta completa soddisfazione, potesse affermare, in modo indubbio, il proprio prestigio nella Reggenza, dovei suoi sudditi numerosi ed attivi, fra la popolazione europea, avevano acquistato indubbia autorità morale ed economica. Ottimi erano stati, fino a quel momento, i rapporti fra Costantinopoli e Torino. La saggia politica italiana aveva saputo, dopo il 1815, riacquistare, a poco a poco, quella posizione privilegiata che, fino al sec. XVIII, aveva dato al nostro paese un indiscutibile predominio nel Levante, sopra le altre nazionalità europee. E, specialmente, con il La Margherita, la influenza dei consoli sardi era stata tale da suscitare le gelosie della vigile diplomazia francese, la quale voleva impedire che ci rafforzassimo in quelle regioni di Europa e dell'Asia. Combattendo la politica della monarchia orleanista con le stesse armi, delle quali si era servita per consolidare il proprio prestigio nel Mediterraneo orientale, riaccentrando intorno a' consoli di S. M. Sarda le congregazioni religiose e i seguaci della confessione cattolica, fino a quel momento protetti dalla bandiera francese,2> il Governo piemontese era venuto, a poco a poco, a conseguire un tal valore economico e politico da controbattere la espansione francese. E aveva ciò fatto in modo, da non suscitare le preoccupazioni e le diffidenze della Sublime Porta la quale sapeva di non dover temere dal Regno di Sardegna la mìnfm sopraffazione de' suoi diritti sovrani, sopra le terre del suo impero in Europa, in Africa ed in Asia, mentre era consapevole che Torino si sarebbe associato, in ogni eventualità, alle potenze, desiderose di mantenere la integrità dello Impero ottomano. Il contegno tenuto dal Piemonte, durante la recente crisi turco-egiziana, lo aveva dimostrato in modo palmare.3) E non era
0 SKRKÈS J-, op. eit., p. 280.
2) SOliÀHO DELLA MABGttEaiTA. op. ., ppv 461 seggi
3) BIANCHI INf., Storia documentata della diplomazia europea in Italia daWanno 1814 all'anno 1861 Torino, Unione Tipografico Editrice, 1867, voi. IV, pp. 166 segg.