Rassegna storica del Risorgimento
1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
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1941
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325
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La vertenza franco-sarda per Tunisi (1843-1844) 325
etata di poco conto la stessa immediata smentita che era stata data alle voci corse, verso il 1840, che un Principe di Casa Savoia sarebbe stato chiamato a reggere le sorti del Libano, di Gerusalemme e della Siria.1) Tutta la somma delle complesse opere svolte, pacificamente, dal Piemonte, nelle terre del Sultano, bagnate dal Mediterraneo, mentre aveva contribuito a migliorare le relazioni commerciali fra i due paesi con reciproco vantaggio, aveva dato completa garanzia che Costantinopoli poteva fidarsi di Torino, la cui azione religiosa, sociale, politica, se tornava di utilità alle popolazioni dell'impero, era garanzia di pace e di sano equi" librio nel gigantesco giuoco di interessi internazionali, che si svolgeva intorno alla Sublime Porta. 2) La anale di un altro fatto erasi fatta consapevole, esaminando P attività sarda nel Levante, messa in stretto rapporto con le direttive generali della sua politica internazionale: che, qualora una qualsiasi difficoltà fosse sorta da parte della Francia, Costantinopoli poteva essere sicura che Torino non si sarebbe collocata al fianco di Parigi. Prima ancora che il Bensì avvertisse il La Margherita, della partenza per la capitale dell'Impero ottomano dei due inviati di Ahmed pascià, al Divano erano giunte notizie, sia sulla questione che era sorta fra la Sardegna e la Tunisia, sia sulla natura dei rapporti, che fra questi due stati eransi venuti verificando, dopo il novembre del 1843. H Ministro degli esteri turco, verso la fine del dicembre di quell'anno, avendo incontrato il Bosco vi eh, dragomanno della Legazione sarda, gli aveva domandato se fosse vero che il Governo torinese avesse una contesa col Bey tunisino e lo aveva incaricato di pregare il Pareto, rappresentante di Carlo Alberto presso il Sultano, di fargli un preciso rapporto sullo svolgimento della vertenza.3) È logico supporre che, da un lato, la stessa Reggenza tunisina si fosse affrettata a riferire a Costantinopoli Io stato della questione e, dall'altro, informatori turchi si fossero fatti un dovere di comunicare a Rifaat pascià ciò che avveniva in Tunisi, per approfittare della situazione, d'improvviso colà verificatasi, per impensati vantaggi della Sublime Porta. Né avevano dovuto tacere la cosa gli ambienti stessi delle Ambasciate inglese e francese a Costantinopoli, vigilantissimi su tutto quello che avveniva nell'Impero ottomano, sia per impedire che a prò' dell'una o dell'altra fosse alterata la autonomia di Ahmed pascià e del suo Stato, sia per tentare di acquistarsi nuovi titoli di benemerenze presso il Divano, con atteggiamenti eventualmente assunti, durante
1) SOLARO BELLA MARGHERITA, op, cil., p. 467.
2) SOLA ito DELLA MARGHERITA, op. ett., p. 469,
a) A. S. T,, Lettere Ministri, Porta Ottomana (1843-1845), mazzo Vili, il Pareto a) La Margherita, 7 gennaio 1814.