Rassegna storica del Risorgimento
1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
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1941
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329
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La vertènza franco-sarda per Tunisi (1843-1844) 329
A confortare la sua opinione, il Pareto osservava al La Margherita che in ogni caso, anche se nelle riposte intenzioni della Porta fosse il proposito di interporsi mediatrice fra il Piemonte e la Tunisia, bisognava che essa attendesse i rapporti, che, sulla vertenza, gli avrebbe inviati Eumer Effendi: data l'abituale lentezza de* funzionari ottomani, tutto portava a credere che vario tempo dovesse trascorrere prima che il Regno Sardo si dovesse trovare in una simile situazione e che, quindi, potevasi, nella attesa, trovare un dignitoso e soddisfacente componimento della questione.
La speranza in una rapida soluzione svanì dopo pochi giorni e le relazioni turco-sabaude presero, quasi d'improvviso, un aspetto assai grave. Il 29 gennaio 1844 Rifaat pascià comunicò al Pareto che desiderava vederlo: date le condizioni di salute del Ministro sardo in Costantinopoli, il Tecco si recò dal Capo del Dicastero degli esteri ottomano per conoscere la ragione di una così inattesa richiesta. Rifaat pascià domandò che la Legazione di S. M. Carlo Alberto gli consegnasse una esposizione ufficiale scritta delle differenze sorte fra Torino e la Reggenza tunisina, il punto, al quale la vertenza era giunta, i tentativi, che erano stati fatti per impedire lo scoppio delle ostilità: poi, per ultimo, chiese quale fondamento avesse la voce che in Genova si allestiva una squadra per compiere una dimostrazione armata contro Ahmed bey. Il Tecco comprese che il contegno di Rifaat pascià, così diverso da quello di quattro giorni prima, doveva essere stato ispirato a riposte ragioni; non ultima, l'intervento di persone o potenze interessate ad impedire che la Sardegna ottenesse piena soddisfazione ed affermasse, in maniera non dubbia, la sua decisa volontà di ottener riparazione al torto subito: ma, esperto com'era della politica orientale, volle conoscere quali e quante fossero le intenzioni del Ministro turco per combatterle dialetticamente e politicamente, in modo che non portassero danno al Piemonte. Scusando l'assenza del Pareto, al quale, solo, spettava di dare le informazioni ufficiali richieste, pregò Rifaat pascià di accogliere le sue, ufficiose, le quali, in sostanza, non si sarebbero diversificate da quelle che, nella forma dovuta, gli sarebbero state comunicate, appena il Ministro di S. M. Sarda si fosse ristabilito.
H diplomatico turco rivelò, fin da questo primo colloquio, quali fossero i motivi che Io portavano ad assumere una condotta di critica e di opposizione verso il Governo piemontese. Primo, il nome di trattato, che era stato dato ad una convenzione stabilita con un governatore dipendente dalla Sublime Porta, senza per altro averne ricevuto la sovrana sanzione. II Tecco, che sapeva da chi poteva essere stata suggerita questa osservazione a Rifaat pascià, obbiettò immediatamente che essa