Rassegna storica del Risorgimento
1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
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1941
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334
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334 Eugenio Passamonti
verificatosi in Rifaat pascià e la intransigenza, nella quale erosi trincerato, di considerare ogni cosa che riguardava la Tunisia, come questione interessante direttamente l'Impero ottomano, si da minacciare persino la rottura di relazioni pacifiche e l'uso stesso delle armi, davano a divedere che, dietro le quinte, celavasi qualcuno di più potente e di più pericoloso per il Piemonte, di Ahmed pascià.
Recente era il conflitto franco-tunisino per l'affare della Galla. Il De Lagau, dopo avere ricevuto le istruzioni del suo governo, che non voleva peggiorare la sua situazione nel Mediterraneo occidentale ed a' confini orientali dell'Algeria, alla vigilia della ripresa contro Ahd-ei-Kader e della lotta contro il Marocco, si era affrettato a recarsi dal Bey per assicurarlo, con la prova dei fatti, che la Francia voleva il mantenimento integrale della Reggenza. E Ahmed, ammesso il diritto del Comando superiore francese di regolarci conti, come il suo interesse voleva, con El Hasnoui, era venuto nella decisione di sistemare la vertenza direttamente, fra lui e il De Lagau, senza l'intervento di qualsiasi altra potenza.
Ma la cosa non si era mantenuta, sempre, nei limiti voluti in Francia e desiderati, nell'intimo suo, dallo stesso Bey. Appena si era delineata la vertenza di Tunisi con la Sardegna, il mondo diplomatico francese ne aveva approfittato, per mettere in cattiva luce l'attività sarda, attribuendole mtenzioni che andavano contro gli interessi tunisini ed ottomani. Il Duchenoud, cancelliere del consolato di Francia in Tunisi, e che era allora in congedo, per suggerimento del suo superiore diretto, il 9 gennaio 1844 aveva redatto, vibrato, per il Quai d'Orsay, un Memorandum nel quale veniva rappresentato tutto il procedimento del Peloso e del suo governo, come tendente a rivaleggiare conia Francia presso il Bardo, ed a stabilirvi un primato che non poteva non turbare la situazione attuale della Reggenza.*) Il De Lagau, contemporaneamente, aveva convinto Ahmed bey di esplorare le intenzioni della Sublime Porta per conoscere, quale affidamento potesse egli fare sull'Impero turco nel caso di un conflitto con il Piemonte: pretesto ne era stato il bisogno di risolvere una piccola vertenza con due negozianti austro-ungarici, che reclamavano dal Bey il pagamento di notevoli somme. Il Ministro degli esteri di Francia aveva riferito al Bourquenay lo stato delle cose in Tunisia, per sapere quali fossero le idee di Costantinopoli. Bisognava impedire che Torino ottenesse soddisfazione, per il contraccolpo che ne avrebbe risentito il prestigio francese, e, nel tempo stesso, far deviare, sul Governo
*) SERKÉS J., op. cit.-, p, 303.