Rassegna storica del Risorgimento
1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
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1941
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335
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La vertenza franco-sarda per Tunisi (1843-1844) 335
sardo, quella vigilanza, che la Sublime Porta consacrava alla Tunisia ed alle aspirazioni imperialiste della monarchia orleanista. Non era difficile, inoltre, che dietro le spalle del Ministro turco in Costantinopoli fosse l'Ambasciatore inglese, indiscutibilmente avvertito dal Reade, e che si cercasse dal Foreign Office approfittando di questa situazione improvvisamente verificatasi in Tunisi, di dare scacco matto alla Francia. La Turchia, sotto il pretesto di difendere gli interessi propri e quelli del Bey dalla Sardegna, avrebbe potuto mandare alla Goletta, una squadra; e la Gran Bretagna avrebbe, allora, fatto sapere a Parigi, che essa non avrebbe tollerato che in quelle acque si fosse ancorata una divisione navale francese, ma vi avrebbe inviato, anch'essa, le sue navi. Le conseguenze non potevansi prevedere, ma non era improbabile che si modificassero seriamente le non liete relazioni fra le due grandi potenze occidentali. Della gravità del momento aveva avuto coscienza il De Lagau, quando aveva risaputo che il Reade aveva rappresentato ad Ahmed bey la faccenda della Calle, come un tentativo francese di modificare il territorio della Reggenza: lo aveva potuto, per il momento, controbattere, ma la situazione non poteva essere, in breve tempo, modificata a favore del suo governo.l)
E la condotta stessa della Turchia destava le più serie preoccupazioni nel Guizot. Il 21 dicembre Rifaat pascià aveva comunicato al de Bourquenay il progetto del Governo ottomano di inviare un suo commissario a Tunisi. H Reis effendi aveva dichiarato all'ambasciatore francese che il fine ultimo di questa missione era di ristabilire, sul piede più amichevole possibile, le relazioni fra il Bey e il Sultano. Il 27 dicembre lo stesso ministro al Car, primo dragomanno dell'Ambasciata di Luigi Filippo presso la Sublime Porta, affidava l'incarico di assicurare la corte del Bardo delle migliori intenzioni del Gran Signore. 2) Che cosa ciò significasse, a Parigi si sapeva da molto tempo: l'intervento turco in Tunisi equivaleva a stroncare la lenta, ma continua penetrazione francese in quella regione africana, facendo, al Bardo, quello'che nel 1835 si era compiuto in Tripoli, e migliorare la posizione dell'Inghilterra, verso la quale si era nel miglior modo disposti al Divano, dandole la possibilità di attraversare efficacemente tutti i disegni della monarchia orleanista tanto in questa, quanto nelle altre terre dell'Africa settentrionale. E che la Francia avesse da temere da una ripresa della politica turca nella Tunisia, provava il fatto che da Costantinopoli il 10 dicembre 1843 si
1) SEHHÈS X, op. cif., p. 305.
2) SEHBÉS J,, op. cH., p. 307.