Rassegna storica del Risorgimento

1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
anno <1941>   pagina <337>
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La vertenza franco-sarda per Tunisi (1843-1844) 337
Il secondo motivo egli ritrovava nella già nota ragione, di voler Costan­tinopoli approfittare della occasione offertagli, per riprendere il perduto prestigio in Tunisia e ridurre Àhmed bey alla sua naturale condizione di un governatore imperiale, e non di un principe indipendente. E ciò gli era facile, potendo presentarsi al Reggente, come difensore della sua indipendenza contro il Governo sardo. *)
Il La Margherita, però, se condivideva le idee del suo rappresentante presso il Sultano sulla parte, che la Francia aveva avuto nel decidere la Turchia ad assumere, d'improvviso, un contegno ostile verso il Pie­monte, non era d'accordo con lui nelTattribuire alla sola Parigi il motivo precipuo dell'avvenimento. Il 21 febbraio, egli, notificando al Pareto di avere ricevuto il dispaccio del 4 dello stesso mese con l'annessa nota del Governo turco, gli faceva garbato rimprovero di essersi servito, per tra­smettergli tutto l'incartamento, della via di Vienna e di non averlo tradotto in cifra. I tempi non erano più sereni tra l'Impero austriaco e il Regno Sardo, anche se ragioni di politica internazionale tenevano i due Stati legati al patto del 1831. La questione dei sali era la manifestazione evidente che qualcosa c'era all'orizzonte, che dava a divedere un cam­biamento radicale nelle loro relazioni. 2) Né a migliorare la situazione contribuiva il contegno di Vienna nel delicato problema della succes­sione al Ducato di Parma.3) Sospettava, e non sempre a torto, il La Mar­gherita che, da quel momento in poi, il Governo sardo avrebbe trovato più di una volta, sul suo cammino, quello austriaco, in tutti i campi della sua attività, e non certo per agevolarlo. Per questa ragione si era doluto che la documentazione sulla vertenza turcosardatunisina fosse passata per Vienna, essendo convinto che la conoscenza esatta de' fatti sarebbe stata usata dall'Impero austro-ungarico, in Costantinopoli, a danno di Torino. La opposizione, votata dal Mettemich al La Margherita *), poteva essere motivo per suscitare, presso la Sublime Porta, più di un inciampo, al regolare sviluppo della pratica.
Il Pareto, rispondendo il 7 marzo, al suo Ministro, mentre scusa-vasi dell'errore involontariamente commesso, per avere ritenuto più conveniente mandare a Torino, con la maggior sollecitudine possibile.
l) A. S. T., Lettere Ministri, Porta Ottomano, mazzo Vili, il Pareto al La Mar­gherita, 7 febbraio 1844.
3) SOLARO BELLA MARGHERITA, 0jp. .,cf., p. 254; BIANCHI N., op. dì,, VOI. IV,
p. 225.
3) SOLA HI DELLA MARGHEIU'UA. op. cit., pp. 263 segg; BIANCHI N., op. ci*.,
voi. TV, pp. 210 negg.
4) RIMERI J. e LOVERA DI MARIA C., op. city, voi. IL p. 166.