Rassegna storica del Risorgimento
1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
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1941
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La vertenza franco-sarda per Tunisi (1843-1844) 341
potenza, più ostile delle altre, al suo programma imperialista. Gli scacchi frequenti, dati in Tunisi dall'abile De Lagau al Reade, meritavano bene, di quando in quando, una rivincita: il modo stesso con cui, durante gli ultimi due mesi del 1843, il Console di Luigi Filippo aveva saputo valorizzare, per il suo paese, la questione sardotunisina, faceva sentire al Foreign Office più vivo che mai il desiderio di rispondere in maniera efficace, definitiva, su questo stesso terreno, ad attacchi così pericolosi.
Animato da una completa fiducia, il Tecco espose a Sir Stratfort Can-ning lo stato delle cose, come era considerato dal Governo piemontese, insistè sull'errore di valutazione dell'Impero turco e ne richiese il parere insieme con l'appoggio. Il Canning, in conformità della classica politica britannica, che non vuole mai pronunziarsi se prima non conosce tutte le carte del giuoco degli avversari e degli amici, si scusò di non poter dare una definitiva risposta perchè non aveva ricevuto apposite istruzioni dal suo Governo. Dovevasi attendere, per valutare tutte le ragioni, e per intuire la riposta intenzione del Divano, sul mantenere o no la condotta, che aveva assunto di fronte al Governo sardo, e, specialmente, sull'osti-narsinel volere considerare Tunisi e la politica tunisina, come problemi di politica interna turca. Ma, mentre promise che, all'occasione propizia, avrebbe esplorato Rifa a t pascià su ciò che intendeva fare, esplicitamente dichiarò che avrebbe adoperato tutta la sua autorità per impedire che la flotta del Sultano si schierasse davanti alla Goletta, nel caso in cui fossero scoppiate le ostilità fra la Reggenza ed il Governo sardo. Né fece mistero al Tecco che, comparsa la squadra ottomana, seguita dalla francese, sarebbe immediatamente arrivata quella inglese. H che convinse il Tecco che Torino poteva contare su Londra, essendo consentaneo alla natura delle cose che il Regno Unito, non per amore della Sardegna, ma per i suoi immediati interessi, non avrebbe permesso che la Francia o impedisse alla squadra sarda di attaccare quella ottomana, o l'attaccasse essa stessa.
Il Canning, però, dette a divedere al Tecco che la Gran Bretagna desiderava rifuggire, sino a' limiti del possibile, dal ricorrere alle armi; e con abile mossa chiese al diplomatico sardo se il suo Governo fosse disposto ad accettare la mediazione di qualche potenza, che avesse composto, onorevolmente per lui, la vertenza tunisina. Il Tecco rispose che, pur non avendo istruzioni in proposito, non esitava dallo esprimere il più completo consenso alle sue idee, assicurandolo che il Regno Sabaudo avrebbe accolto con favore la mediazione inglese. Del che il Canning altamente si compiacque perchè ciò poteva significare l'inizio di quella
i) SERKÈS J., op. cit., p. 305.