Rassegna storica del Risorgimento
1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
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1941
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352
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352 Eugenio Passamonti
H La Margherita vi ribatteva, punto per punto, le ragioni sulle quali basavasi il presunto diritto dell' Impero ottomano, di intervenire nella vertenza sardotunisina: il Governo del Re, diceva, non intendeva di entrare in discussione sui rapporti della Porta con Tunisi. Sarebbe stata ottima cosa che il Bey avesse obbedito il richiamo di Costantinopoli, per quanto si riferiva, in modo speciale, ai giusti reclami di S. M. Sarda contro di lui: ma la immediata esperienza aveva dimostrato che il Reggente non ascoltava consigli di moderazione e di prudenza e non obbediva ad ordini di chicchessia. Il Governo reale, tenendo più che a qualsiasi altra cosa, che fossero rispettati i trattati conchiusi e protetti gli interessi dei suoi sudditi, si era trovato nella necessità di apprestare una sufficiente forza morale e militare per raggiungere questo scopo, qualora ogni altro mezzo pacifico non avesse ottenuto alcun risultato. Il La Margherita concludeva, dicendo esser suo desiderio, di non esser costretto a ricorrere a questi estremi, dalla ostinazione del Bey di Tunisi, nel volere sostenere pretese che non avrebbero avuto altro effetto, se non di impedire che fosse resa giustizia al Governo del Re, siccome egli voleva fermamente ottenere. n
Rifaat pascià respirò: in sostanza la nota sarda era ispirata alla volontà di non alterare in nulla le relazioni con 1* Impero ottomano, rendendosi implicitamente ragione delle cause, che l'avevano sospinta ad agire, come aveva fatto, e circoscrivendo la vertenza con Tunisi nei suoi naturali confini. Egli solo si dolse che il Governo torinese non volesse credere alla efficacia della missione di Eumer effendi, se non altro per dare alla Sublime Porta la possibilità di dimostrare a' suoi sudditi, a' tunisini ed alle potenze europee, che la sua voce era stata ascoltata ed apprezzata in una questione che riguardava un principe, posto sotto la sua sovranità. Ma il fatto era che la prolungata quarantena, fatta fare all'inviato turco in Malta, ne aveva ritardato così sensibilmente l'arrivo, che qualsiasi buona disposizione, di accettarne l'opera di conciliazione, era stata frustrata. Ormai una grande potenza aveva preso nelle sue mani la sistemazione della vertenza, e, quando Eumer effendi sbarcava a Tunisi, il 16 marzo 1844, la pratica per porre fine al diverbio sardo-tunisino si poteva dire prossima ad essere conchiusa.2) Il consiglio, replicatamente dato dal Canning a Rifaat pascià, di astenersi da ogni intromissione nella vertenza fra il Bey di Tunisi e la Sardegna, rassicurando la Sublime Porta che nulla sarebbe stato tatto contro la
A. . T., Lettere Ministri, Porta Ottomana, mazzo Vili. 2) SERRÈS X, oju eit., pp. '306.; A. S. T., Lettere Ministri, Porta Ottomana, mazzo VITI il Tecco al Pareto, 15 marzo 1844.