Rassegna storica del Risorgimento
1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
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1941
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353
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La vertenza franco-sarda per Tunisi (1843-1844) 353
sua dignità ed il suo diritto di sovranità, aveva fatto comprendere al Ministro ottomano degli esteri che il Regno Unito si era determinato a sistemare la questione, specialmente, per impedire che la Francia potesse servirsene a danno di tutti, per suo particolare vantaggio. E il contegno, tenuto dallo stesso Internunzio di Austria, che, in sulle prime, era stato assai favorevole all'Impero turco e che era venuto modificando la sua condotta verso la fine del febbraio del 1844, cercando di impedire che si acuissero i dissensi, più. formali che sostanziali, fra Sardegna e Turchia, pur rispettando, come il Regno Unito, il principio della sovranità ottomana sul beylicato, aveva fatto intendere a Rifaat pascià che, insistendo sulla intransigenza come lo consigliava la Francia, faceva solo il vantaggio di quest'ultima e si metteva contro la maggior parte delle potenze europee, prima di tutte la Gran Bretagna. *) E la esperienza recente aveva insegnato a Costantinopoli che Londra, intromettendosi nelle diverse vertenze turche, le aveva sempre conchiuse a vantaggio della Sublime Porta. La sua mediazione fra Torino e Tunisi non poteva, anche questa volta, non avere un risultato soddisfacente per l'Impero ottomano.
Non insistendo più. oltre sulla utilità di affidarsi all'opera di Eumer effendi, Rifaat pascià, per la sua stessa mentalità orientale, avverti, amichevolmente, il Tecco che avrebbe risposto alla Nota del La Margherita, con un altro Memorandum. Il nostro diplomatico non si scompose, come non si commosse il Pareto. Questi aveva avuto ufficiale comunicazione dal Canning che, il 2 marzo 1844, il Reade avevagli scritto, annunziandogli avere il Bey accettato la mediazione britannica; e considerava perciò la questione, se non terminata, enbon tram d'accomodement.2'
Eguale condotta tenne l'Ambasciatore inglese verso Rifaat pascià. Gli elementi delle sfere politiche turche, favorevoli alla Francia, e da questa lautamente sovvenzionati, prima di accedere alle idee del Ministro degli esteri e del Reis effendi, che apertamente tenevano per Londra, e erano per conservare le amichevoli relazioni con il Regno Sardo, vollero che, ad accusare ricevuta a Sir Stratford delle comunicazioni fatte, si attendesse l'arrivo della nave a vapore francese, che doveva giungere in Costantinopoli il 24. Essi, per ottenere questa dilazione, accennarono alla possibilità che le parole del Reade fossero di tendenziosa natura: se rispondevano a verità, si sarebbe potuto conoscere dai messaggi sia di Parigi, sia di Eumer effendi stesso. Ma, prima che approdasse alla capitale dell'impero il battello postale, Rifaat pascià riceveva dal suo
i) SEKRÈS J.t op. cit p. 309.
2} À. S. T., Lettere Ministri, Porta Ottomana, mazzo Vili, il Pareto al La Margherita, 27 marzo 1844