Rassegna storica del Risorgimento
MAZZINI GIUSEPPE
anno
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1941
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pagina
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355
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MAZZINI E LA POLIZIA NAPOLETANA
CAPITOLO I.
LA POLIZIA BORBONICA
Francesco Saverio Del Carretto, antico carbonaro, giunto a ministro apparve più assoluto del re e strapotente, quasi non sapesse neppure moderare la sua forza; la qual cosa col mutar delle vicende avrebbe anche fatto ombra al trono. In undici anni avemmo molti conati di ribellioni non prevenute, ma punite. Il Del Carretto non aveva lasciato di tener la mano nelle società segrete, e, come da altri fu detto, con la setta guardava la setta, e anziché tutelare la potestà, pesava sulla maggioranza dei cittadini nei civili bisogni, sicché fu odiato non solo dai settari, ma dalla popolazione. Nondimeno egli, sicuro dei settari, giurava sicurezza alla vigilia dello scoppio; ma quel gioco era durato troppo a lungo, i rivoluzionari, vista infamata la polizia ed esosa ad ogni persona, pensarono di abbatterla. Essa era invisa pei gendarmi; ve n'erano di buoni e cattivi come da per tutto, ma i cattivi eran troppi; i più baldanzosi, dispotici, venali, avevano, soprattutto nelle provincie, organizzati furti, abusi, con faccia quasi legale. Alcuni s'erano col segreto consenso del ministro iscritti nella setta, per spiarla, ma invece ne restavano guadagnati e infetti, con onta e danno per il governo. I malcontenti erano generali, e si cercò di mascherarli con articoli scritti a tal fine, rimproverando di essere essi la causa di tante rivoluzioni e di tanti mali. Eccone per esempio uno:
In Sicilia dal 1837 in poi hanno preso mano in tutti gli uffici esecutivi i gendarmi, vilbsima genìa ed istrnmento di iniquità. Ora costoro, oltre i forti, le concussioni, gli sturpi (pici)., le violenze che fanno in ogni di, hanno pure riprodotto tutti gli orrori del santo ufficio. Tostocchè un giudice di circondario o un giudice istruttore, ordina una cattura, questa non si commette più agli agenti della Polizia, ma ai gendarmi, i quali se riconoscono che la persona da catturarsi è ricca e potente, la rendono intesa dell'ordine, che essi hanno e si offeriscono a darle agio di fuggire o nascondersi, tutte le volte, che venisse lor fatto un buon regalo* Se poi l'uomo da catturarsi è un meschino, non contenti di arrestarlo lo bastonano, gli fanno mille sevizie, ed in qualche congiuntura, questi ribaldi e fecciosi non hanno neppure mancato di torturare il catturato sotto pretesto di fargli confessare il proprio delitto. È bene qui narrare una specie di tormenti, che hanno introdotto i gendarmi, come cosa di uso, e di cui ai servono in quelle occasioni, che loro più aggrada. Essi quasi sempre quando vogliono da vero