Rassegna storica del Risorgimento
MAZZINI GIUSEPPE
anno
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1941
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pagina
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358
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358 Emilia Castiglione Morelli
Egli sapeva che non. tutte le coscienze erano di tempra adamantina, e che lo spettro della forca faceva piegare anche coloro che avevano un carattere più forte. La polizia quindi, cercava di comprare con l'oro, persone che facevano parte della Giovine Italia. Gli informatori dovevano essere elementi di primo ordine per le preziose notizie comunicate. Non erano infatti questi, ragguagli generali, nozioni vaghe dei movimenti mazziniani, ma fornivano dati che solo potevano essere a conoscenza di chi fosse stato nell'intimità del grande Genovese, e questi doveva aver con loro, la massima confidenza. Le persone dunque, che si prestavano a tradire i loro compagni di fede, dovevano godere tutta la fiducia del capo della Giovine Italia, e dei suoi* intimi amici.
A tale classe apparteneva l'Accursi Ì il quale andato a trovare Mazzini nel suo nascondiglio, veniva a sapere da lui stesso quanto stava per risolvere intorno all'opera della Giovine Italia, in Italia, e quali fossero i suoi pensieri intorno agli Stati italiani, e allo Stato Pontificio massimamente: ciò soprattutto importava all'Accursi, perchè da quest'ultimo era stato incaricato. E lo scaltro uomo sapeva così bene maneggiarsi, che proponeva al Mazzini ed otteneva da lui l'incarico di viaggiare nel Regno di Napoli a fine di visitare gli affiliati, riordinare le file, comunicare nuove disposizioni e alimentare in tutti, grande fervore e speranze maggiori. In tal modo la polizia romana era informata perfettamente del numero, della condizione, dei movimenti della setta e dei settari in Roma, nello Stato Pontificio, nell'alta Italia, e nella stessa Francia dove stava il gran focolare della rivoluzione europea. * Il valore precipuo della rivelazione dell'Accursi consisteva non solo nelle brevi notizie date sull'attività del Mazzini per acquistare mezzi e aderenti in Francia, quanto nella nitida rappresentazione dello stato di cose esistente intorno alla Giovine Italia in quel primo suo apparire alla scena del mondo. La storia delle congiure mazziniane, particolarmente quelle del biennio 1833-34, dimostrerà che se esse fallirono, lo si dovette più che altro alla lotta che contro esse scatenarono le polizie, di tutto informate per opera delle spie. E fedele al vero era l'Accursi quando al Governo pontificio rappresentava il
i) ARCHIVIO ni STATO DI NAPOLI, Ministero degli Esteri, busta 4729 (1831 a 1835). Il doppio giuoco dell* Accorsi ò stato oggetto di stadio da parte del P. ILARIO SINIBBI. Le cospirazioni mazziniane nelle rivelazioni di un transfuga, in II Risorgimento Italiano, 1925, p. 91.
2) Esempi della rivelazione datu dalTAccursi al conti- Ludolf, intorno ai maneggi mazziniani, trova nei in AUCHTVJO ni STATO DI NAPOLI, busta 4729.