Rassegna storica del Risorgimento

MAZZINI GIUSEPPE
anno <1941>   pagina <364>
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364 Emilia Castiglione Morelli
polizie, serrati nella lotta contro il liberalismo, che si raccoglieva intorno al grande esule genovese. Ogni tendenza liberale era sorvegliata attenta­mente. Si spiava dovunque per apprendere notizie precise sul capo rivo­luzionario e sulla di lui setta. Si cercava di conoscere giorno per giorno l'operazione di quei settari. Era talmente grande la preoccupazione di seguire Mazzini in ogni sua dimora, che avutosi una notizia del suo domicilio, si diramavano circolari senza accertarsi se la notizia fosse vera o falsa, e talvolta si incorreva in gravi errori.
La polizia lo temeva perchè sapeva benissimo che sebbene lontano, il suo pensiero era sempre rivolto alla cara patria, cercando di afferrare il momento opportuno, per attuare ogni suo piano. Egli sapeva quanto era ricercato, e per eludere la vigilanza cambiava sempre dimora, facendo all'uopo spargere dai sui affiliati la voce di trovarsi in luogo, mentre invece era in un altro. Lavorava assiduamente, scrivendo lettere, inviando emissari in ogni città, dove era diffusa la setta, per tenerla informata di ciò che si stabiliva nell'alta propaganda. Ma nonostante la segretezza .usata, la polizia conosceva ogni mossa e tutti i suoi stratagemmi. Le lettere che essa intercettava, il più. delle volte non poteva leggerle, sulla carta non appariva alcun segno di scrittura perchè i settari sapendo che la loro corrispondenza era spiata, inventa­vano sempre nuovi mezzi per riuscire nelle loro intraprese. La polizia si sentiva quasi paralizzata, perchè pur avendo nelle mani il modo di cono­scere ogni cosa e sventarla, ne era impedita; una tale scrittura era per essa illeggibile. Senonchè Ì un affiliato, caduto nelle loro mani, rivelò che i settari per rendere ascosa la loro corrispondenza facevano uso di un inchiostro simpatico, scrivendo col quale la scrittura si rendeva
tra le diverse carte sorpresegli, ha rinvenuta una interessante lettera (pubblicata da A. Lazio in Mazzini carbonaro, Torino, Bocca, 1929, p. 465), direttagli da Parigi, in febbraio ultimo dallo stesso Strozzi, dalla quale si rileva quasi tutto il piano della di costai abominevole cospirazione. Lo Strozzi dietro richiesta del R. Governo di S. M-Sarda fu obbligato ad uscire da Marsiglia, e quindi.abbandonando la Francia si venne a rifugi arsi in Ginevra, dalla quale si è pure partito; ma si sospetta che trovasi tuttora vagando in Svizzera, giacché apprendo in questo momento, che le legazioni di Badcn e di Austria, presso la Confederazione Elvetica, hanno pregato le Autorità, di far sorve­gliare strettamente la corrispondenza di tale pernicioso soggetto... Firma: Tschud .
1) AscHiviom STATO or NAPOLI, Ministero degli Esteri, busta 4731: Infatti per darne un esempio da Napoli venivano trasmesse le seguenti circolari: Napoli, 28 mag­gio 1833. Un tale Strozzi è partito dalla Svizzero, e ora trovasi con sicurezza in Inghil­terra ecc. . - Napoli, 29 maggio 1833: Mi preggio comunicare trovarsi ora riattiti in Ginevra Giuseppe Lamberti, Mazzini, altri rif uggia ti italiani e regi sudditi, e tutti gli altri componenti della Giovine Italia (Mazzini invece ero in Francia) .
') ARCHIVIO SI STATO DI NAPOLI, Affari Esteri riservati, fascio 3697.