Rassegna storica del Risorgimento
MAZZINI GIUSEPPE
anno
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1941
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pagina
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367
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Mazzini e la polizia napoletana 367
insorgere e tosto marciare con un corpo sopra Roma e progredire contro i Tedeschi nelle Romagne, che avrebbero dovuto così necessariamente ritirarsi sulle linee del Po onde non essere presi in mezzo, tutto però dipendente dall'occasione del momento. La mossa deve affrettarsi pel mese di gennaio, e furono spediti anche dei denari per agevolare il movimento .
Il piano, la preparazione,la divisione delle truppe erano stati disposti mirabilmente dal Mazzini, ma purtroppo la polizia lo spiava e impadronendosi delle sue lettere di istruzioni, veniva informata d'ogni cosa nei minimi particolari; le manovre delMazzini erano cosi sollecitamente sventate ed i suoi tentativi paralizzati, come si può dedarre dalle circolari che erano spedite da Firenze, Parigi *) e Berna. Fallita la spedizione di Savoia, la polizia era convinta che sebbene la Giovine Italia avesse perduto nell'opinione pubblica, non per questo non si sarebbero tramate nuove insidie ai governi. 2) I liberali erano sempre cospiratori, dopo lo scacco le cose avevano bisogno di nuova organizzazione e di un nuovo impulso. H fatale incendio era già sì preparato che non mancava che una favilla, un soffio. Da che risultava camminare sopra un vulcano, che può da un momento all'altro erompere fiamme voraci, e dormire su fuoco coperto di cenere. Bisognava quindi sorvegliarlo attentamente.
La Giovine Italia andava di giorno in giorno perdendo i suoi accoliti. C'era stato dopo il disastro una specie di sbandamento, anche i più- affezionati al Mazzini avevano poca fede nei suoi metodi ed egli non sapeva comprendere né tollerare la debolezza di uomini, i quali, avendo giurato di combattere per un'idea, disertavano alla prima disfatta. Per grave che fosse questo colpo, non valse tuttavia a scoraggiare il
*) ABCHIVIO DI STATO DI NAPOLI, Ministero degli Esteri, basta 4729:
Parigi, 13 dicembre 1833 (circolare): Le lettere di Mazzini scritte alle propagande sono stimoli potentissimi per le quali decidasi a pensare seriamente all'Italia. Egli (Mazzini) la rappresenta come imita, anelante ad insorgere, quindi chiede che le propagande aiuti questo slancio interno; questo, essere il tempo in cui 1* Europa ha rivolti altrove gli occhi, i governi italiani in dispregio in odio di tutti: la rabbia contro l'Austria generale....
Berna, 30 gennaio 1834 (estratto) al visconte Palmerston: Le ulteriori notizie ricevute sulla designata spedizione dei Polacchi negli Stati Sardi, porta il loro numero a circa 130, il quale dicesi esser anche più accresciuto dalla venuta di alcuni studenti tedeschi e svizzeri e di pochi rifugiali italiani. Le apparizioni della maggior parte di questi individui nel cantone Vaud, e principalmente in Neyon sul lago di Ginevra lascia dubbio che il loro scopo sia di recarsi all'opposta sponda di Savoia... Firmata: Morier.
a) ABCHIVIO ni STATO ni NÀPOLI, Ministero degli Esteri, busta 4729 (Parigi, 3 marzo 1834).