Rassegna storica del Risorgimento

MAZZINI GIUSEPPE
anno <1941>   pagina <368>
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368 Emilia Castiglione Morelli
fondatore della Giovine Italia. L'energia del Mazzini si mostrava in ciò specialmente mirabile che ogni sconfitta era per lai fonte di coraggio e di forza per un nuovo più audace risorgimento dell'animo.
Se un tentativo rivoluzionario non riesce, riuscirà il terzo, riuscirà il quarto. Che monta il numero ?... non operiamo che per riuscire e subito e con poco danno, o perchè ci sentiamo tratti a manifestare in tutti i modi possibili la nostra credenza ?... Questa scuola di sorgere e cadere, e risorgere mille volte e non isconfbrtarsi né alla prima né alla seconda caduta, è pur necessario di insegnarla ai popoli, e specialmente al nostro, credetelo...l)
Egli era risoluto a non lasciare la Svizzera. Era essenziale per i suoi disegni che rimanesse vicino all'Italia, poi temeva di allontanarsi troppo dalla patria diletta. Per quasi tre anni Mazzini fu più o meno soggetto a persecuzioni da parte della polizia e dovette andare ramingo a Losanna, a Berna, a Bienne, a Grenchen, a Lione, a Grenoble. 2) In data del 22 gennaio 1835 veniva trasmessa alla polizia di Napoli la notizia che Mazzini, abbandonata la Francia si dirigeva direttamente in Svizzera, ove dimorava in un povero villaggio del cantone di Berna occupandosi a redigere articoli di letteratura, prefazioni di libri ed altri somiglianti cose, e ciò nell'oggetto di procurarsi i mezzi di sussi­stenza. Ma nonostante una tale affermazione, la polizia continuava le sue persecuzioni. Il periodico La Giovine Italia fn soppresso, gli esuli dovettero andarsene, il Mazzini rimase ancora altri mesi protetto da persone amiche. Ma infine, sull'entrare del 1837 abbandonava la Svizzera per recarsi a Londra.
Durante la dimora in Marsiglia nel 1831, Mazzini aveva incontrato Giuditta Sidoli nata Bellerio. s)
Quando, verso la fine del giugno. 1833, egli si trasferì a Ginevra insieme a lui si recò pure la Sidoli. Dopo non molto tempo la Sidoli stabili di lasciare la Svizzera e di ritornare in Italia. Quindi il 2 luglio partì da Ginevra e venne a Montpellier. Di poi verso il 20 settembre assistita da Melegari e da Demostene Olivier essa salpava da Marsiglia alla volta di Firenze, nella quale città arrivava il 14 ottobre 1833.
È certo che il viaggio della Sidoli aveva scopi politici. Veramente il momento della sua partenza poteva essere significativo. Mazzini nell'ot­tobre del 1833 poteva avere bisogno d'un emissario sicuro e intelligente
1) Da una lettera del Mozzini a V. Gioberti, Parigi, 1S settembre 1834-. Scritti editi e inediti, voi. X, p. 173.
z) ARCHIVIO ni STATO ni NAPOLI, Affari Esteri riservati, busta 3700.
3) Sui rapporti Mnzzìni-S idoli vedi DEI. CERBO, Giuseppe Mazzini e Giuditta Sidoli, Firenze, 1909, p. 35, JL S6<.4mort mastninianì, Firenze, Vallecchi, 1928.