Rassegna storica del Risorgimento
MAZZINI GIUSEPPE
anno
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1941
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pagina
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369
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Mazzini e la polizia napoletana 369
per riordinare le fila della Giovine Italia dopo gli arresti nel Piemonte, e il fallito moto insurrezionale nel mezzogiorno, e preparare un nuovo movimento. Senonchè dalle notiziel) forniteci dalla polizia appare chiaro ch'essa rimase in Toscana fino al 24 settembre 1834 e poi si recò a Napoli. La sua missione sarebbe stata lunga, e non rispondente al modo d'agire, frettoloso di Mazzini. Ecco infatti il resoconto della polizia:
Napoli 14 ottobre 1834 (al conte Ludolf): Non ha guari venne informato il Rea] Governo che nel mese di ottobre dello scorso anno 1833, giunse in Livorno, proveniente da Marsiglia, portandosi in Firenze, una signora munita di un passaporto francese che la qualificava per la signora Gerard nata Bovis. Delle particolari circostanze avendo attirato l'attenzione su di questa donna, dalle ricerche fatte in Firenze, sul suo conto si venne a sapere che il nome che le si attribuiva nel passaporto francese, era supposto, e che cbiamavasi in effetto Giuditta vedova del negoziante Sidoli di Reggio e figlia del barone BeHerio diMilano. Si seppe allora che questa Signora nel 1821 aveva seguito suo marito in Francia, allorché costui prese parte ai torbidi che agitarono in quest'epoca non poche parti della Penisola, era stata obbligata di abbandonare la sua patria, e dopo la morte del marito, essendo ritornata a Reggio se n'era una seconda volta allontanata nel 1831, in seguito degli avvenimenti che ebbero luogo negli Stati Modenesi, recandosi in Francia. In seguito di queste circostanze fu ingiunto alla detta vedova Sidoli, di lasciare la Toscana* Essa ricorse alla preghiera perchè le si fosse permesso di restare in Firenze sotto qualunque condizione che piacesse al Governo. Nonostante Io stato di sua salute molto sofferente e le sue ragioni addotte di trovarsi più vicino ai suoi figlinoli dimoranti a Reggio, il Governo non l'avrebbe esaudita, ma conosciutosi gl'intimi suoi legami con Mazzini, si credette che la sua dimora ben lungi dal nuocere sarebbe stata anzi eccellente mezzo, onde discoprire la natura dei suoi rapporti con questo audace settario, ed ancora per seguire le fila degl'intrighi di costui. In seguito a ciò venne accordato alla Sidoli di dimorare in Firenze; e fu all'oggetto collocata in una casa, ove tutto poteva essere a conoscenza, anche i più minuti andamenti della donna in quistione. Infatti durante 1 tempo del suo soggiorno in cotal luogo, le sue occupazioni, i suoi rapporti, le sue corrispondenze, tutto infine era conosciuto dalla Polizia. Poi a causa della sua salute, avendole i medici consigliato a cambiare aria, ai decise ad uscire dalla Toscana. Il passaporto che la designava sotto il nome di Gerard Bovis non essendole stato restituito, si fece mandare da Marsiglia un passaporto più antico sotto il vero suo nome, che le era stato rilasciato dal console della federazione Svizzera, e cosi all'esibizione di quest'ultimo passaporto il console della stessa nazione a Livorno le ha rilasciato un nuovo passaporto per Napoli, donde in data del 12 ottobre 1834 si ha notizia che sia giunta la signora Giuditta Sidoli, nata Bellerio. Essa dimora nella locanda della grande Europa nel palazzo Sirignani. Si propone di trattenersi in Napoli per sei mesi, sperando di migliorare in salute, giacché la sua complessione tende alla tisichezza. Furono fatte le più esatte ed assidue ricerche in Toscana sul conto della Sidoli, e si venne a conoscenza che la medesima presenta uno dei più particolari marcabili risulta-menti dell'educazione filosofica, portando fino al più alto grado l'entusiasmo per i principi repubblicani, ed il disprezzo per ogni specie di religione e di culto. Avvinta da intimi legami col perfido Mazzini di cui e la prediletta e col quale ha vissuto più mesi in
i) ARCHIVIO DI STATO ni NAPOLI, Affari Esteri riservati, busta 3700.