Rassegna storica del Risorgimento

MAZZINI GIUSEPPE
anno <1941>   pagina <374>
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74 Emilia Castiglione Morelli
èra la scarsezza di anni e di denaro; e siccome il comitato di Londra non voleva mantenere le promesse fattegli, egli riuniva tutti gli aderenti della setta a fornirgli quanto potevano; si rivolgeva contemporanea­mente a Parigi e a Saint Etienne per avere armi, perchè a Londra aveva potuto comprare solo 800 fucili. Poi sapendo che nella Romagna vi erano più di 30.000 iscritti alla Giovine Italia, egli nonostante la man­canza dei mezzi era deciso a tentare un colpo contro l'Italia al più presto. Infatti il conte Ricciardi, destinato a mettersi alla testa dei rivoluzio­nari napoletani, diceva: in ogni modo qualche cosa faremo, e faremo in Italia fra non molto. Mazzini e Ricciardi, quindi, essendo convenuti sulla necessità di una sommossa, spedivano a Napoli il regio suddito Ruggieri con l'incarico d'intendersela con i principali settari del Regno per una simultanea mossa nelle Due Sicilie e nello Stato papale. Costui partiva il 4 settembre per la destinazione. La polizia di Napoli, informatane, raddoppiava la sorveglianza e. -Spiava ogni mossa e ne impediva l'attuazione. Cosi veniva a sapere che doveva tenersi una riunione in Roma, in casa della contessa Gabriele, che regolava intri­ghi di ogni sorta; che una riunione si era tenuta a Losanna nella quale Mazzini era stato rappresentato da un tal Pistrueci, ed in tal convegno si era stabilito d'inviare emissari per tutta l'Italia e particolarmente nel Regno di Napoli, ove doveva recarsi un tal conte Luca Pescarelli, con passaporto russo e con altro nome; sapeva infine ') che la parola d'ordine della Giovine Italia era allora: che per effettuarsi una rivo­luzione fa d'uopo principiare dalla detronizzazione del Governo di Napoli, ad esempio di quanto in Francia ed in Spagna è stato prati­cato. In seguito a ciò la polizia credeva conveniente prescrivere*;che le eoste del Regno e soprattutto quelle della Sicilia, fossero guardate affin di impedire qualche colpo di mano; che si sorvegliasse Ricciardi, il colonnello Antonini, e il genovese Ardoino; che si immischiasse qual­cuno nelle trame della contessa Gabriele, in casa della quale si tene­vano in Roma riunioni settarie nello scopo di facilitare i progetti rivol­tosi; e che s'impedisse di venire nel regno al Pascarelli e al Ruggieri. Sebbene la polizia venisse informata di ogni cosa, nei minimi particolari, non per questo Mazzini e tutti gli altri smettevano il loro lavoro, più perseguitati più si infervorano, convinti che un giorno o l'altro si sarebbe attuato ciò che da lungo tempo aspettavano. E così il piano era ripreso. 2) Si spedivano fucili da Marsiglia per l'Italia, si mandavano g=JJ Jì
D AKCIUVIO DI STATO DI NAPOLI, Gabinetto di Polizia, csp. 674 (1042). 3) ABCHIVIO DI STATO DI APOM, Gabinetto di PoUziu, csp. 1309, v. 13, p< I (id-fci;mbrc-oi;t<ibw 1IM3).