Rassegna storica del Risorgimento
MAZZINI GIUSEPPE
anno
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1941
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pagina
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375
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Mazzini e la polizìa napoletana 375
emissari per concertare il nuovo movimento e per raccogliere del denaro. I punti presi di mira erano sempre la Sicilia. le Romagne e le Marche. Tutti si mostravano ben disposti a ripigliare l'impresa e si accordavano di cooperare efficacemente, quando, come si prometteva, la sollevazione del Regno di Napoli si fosse avverata. !> D marchese Livio Zambeccari di Bologna, coltivava le fila rivoluzionarie del Regno con lo Stato papale. Nel luglio del 1843 mandato da Mazzini andava nel Regno di Napoli, con falso nome, e lo percorreva in gran parte, mentre il colonnello Ribotti, rifugiato piemontese, visitava allo stesso scopo, ed in pieno accordo col Zambeccari, altri punti del Regno. Ritornava una seconda volta a Napoli e riportava le assicurazioni le più positive di un prossimo movimento. Costui dopo essersi trattenuto un po' in Toscana e a Lucca, andava in Svizzera in cerca di denaro e di mezzi. 3)
Mazzini avrebbe voluto, per completare il piano d'azione, che trascorresse almeno un anno, ma tanto i comitati generali di Palermo e Napoli, quanto quasi tutti i comitati di Romagna, temendo che il ritardo li compromettesse, insìstevano per insorgere. Quindi il Mazzini da Londra stabiliva il moto per l'agosto.
Ma la polizia pontificia scopriva la trama e la sventava, informata dal famigerato Partesotti, 3> che riferiva ciò che tramava Mazzini in quel periodo.
Dalle carte di polizia di quest'epoca appare chiaro che Mazzini, per nulla disturbato, continua il suo lavoro di preparazione. Si ritiene persino che fondi una nuova setta, detta dei Cinquecento, il cui scopo sarebbe stato quello di estirpare ad un'epoca convenuta tutti i governi d'Italia e tutti i membri delle famiglie reali.4) Questa setta si componeva d'Italiani che abitavano all'estero e nei diversi paesi d'Italia. Verso i primi di settembre 1843, come assicurava la polizia, il comitato centrale di Londra, Mazzini presidente, tirava a sorte venti affiliati per eseguire l'atroce misfatto. Fra questi venti, era compreso un tal Palletti, scrittore siciliano, agente principale del Capo, che partiva subito per l'Italia.
i) ARCHIVIO m STATO DI NAPOLI, Gabinetto di Polizìa, esp. 1309, v. 13, p. 5.
2) Scritti editi e inediti, voi. XXXV, p. 317.
8) ARCHIVIO DJ STATO DI NAPOLI, Gabinetto di Polizia, esp. 1977, v. 2. Ecco infatti cosa leggevosi sa un giornale di Parigi del 23 gennaio 1845: E morto un tal Partcssotti, la donna di servizio non sapendo l'italiano pregò un tal Jadolini, affinchè cercasse fra le earte del defunto; le fedi di nascita di duo suoi figli. 1> prime carte presentate al Jadolini furono una corrispondenza di setto anni con la Polizia per le quali venivano nominati tutti i lavori di Mazzini e compagni . Sull'episodio Partesotti v. A. Luzio, Carlo Alberto e Mazzini, Torino, Bocca, 1923.
i) ABGHIVIO DI STATO DI NAPOLI, Gabinetto di Polizia, esp. 1414, v. 2.