Rassegna storica del Risorgimento
MAZZINI GIUSEPPE
anno
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1941
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pagina
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376
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376 Emilia Castiglione Morelli
Naturalmente il timore delle trame mazziniane era tale, che gli agenti vedevano l'agitatore dapertntto; cosi, per esempio, assicuravano che nel dicembre Mazzini l) lasciata Londra si recava a Bruxelles. Quando ogni cosa sembrava favorevole ai desideri dei rivoluzionari si formava il piano approvato da Mazzini per l'insurrezione italiana. 2* In marzo ed al più tardi in aprile 1844 il Regno delle Due Sicilie doveva sollevarsi. La Romagna doveva insorgere nel tempo stesso o subito dopo. Mille corpi erano già pronti per fare uno sbarco in Romagna. Il Piemonte, sebbene non abbastanza lavorato, doveva insorgere al più tardi dopo un mese, fatta la rivoluzione. La Lombardia non potendo in forza delle truppe austriache, fare un movimento generale, doveva formare nel limite della Svizzera alcune bande, dirette da ufficiali italiani, dimoranti in Spagna, e avvezzi alle guerrillas. Il movimento doveva essere generale e repentino, onde evitare l'avanzamento delle truppe austriache e più di tutto uno sbarco di Francesi a Civitavecchia, i quali erano da temersi più degli stessi Austriaci. La notizia d'una prossima rivoluzione faceva entusiasmare le popolazioni, che aspettavano il momento opportuno per palesare i loro sentimenti repubblicani. Così, ad esempio ad Alessandria, 3) il 19 ottobre 1843 fu inalberata la bandiera tricolore italiana, in un teatro ove rappresenta vasi una farsa intitolata La presa di San Miniato . Uno degli attori, un tal Alfonso Frati, di Firenze, al momento stesso in cui terminava la rappresentazione, tolse la detta bandiera, e rivolto al pubblico, pronunziò un discorso appositamente da lui composto, e diretto ad eccitare negli animi degli spettatori sentimenti di avversione verso i Principi e Governi d'Italia, manifestando di essere finalmente giunto il tempo per gli Italiani, di scuotere il giogo dei loro tiranni e di unirsi tutti per vendicare il sangue dei loro confratelli sparso per la libertà. Il teatro fu chiuso, ma la sera del 22 varie persone della più bassa classe, compresi alcuni dei romani, ed altra simile gente cattiva, riunitasi si recava dapprima sotto le finestre del signor Console generale delle Due Sicilie, insultandolo con ogni sorta di villanie, poi si dirigeva al consolato generale di S. M. ove, dopo aver fatto molto sussurro, osava insultare l'augusta persona di S. M. gridando: morte aire di Sardegna, morte al principe di Carignano, morte ai tiranni, viva
i) ARCHIVIO .DÌ STATO DI NAPOLI, Gabinetto di Polizia, csp. 1309, v. 13, p. 2 (dicembre 1843). Mazzini invece, come apparo dal suo Epistolario, era allora a Londra.
*) ÀBcmvio DI STATO DI NAPOLI, Gabinetto di Polizia, esp. 1309, v. 13, p. 2 (29 dicembre 1843).
3) ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI, Gabinetto di Polizia, esp. 5021 (24 ottobre 1843).