Rassegna storica del Risorgimento

MAZZINI GIUSEPPE
anno <1941>   pagina <377>
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Mastini e la pulizia napoletana 377
la libertà d'Italia, abbasso la monarchia, abbasso l'assolutismo; e ter­minavano proferendo le più grossolane ingiurie contro il signor Cerniti console di S. M., minacciandolo della vita, qualora osasse uscire di casa. Quando tutti furono stanchi di gridare e di gettare pietre contro le finestre, vedendo che non si faceva alcun caso dei loro urli, ritornavano -indietro.
Nel principio del 1844 tutta l'Italia centrale *) ferveva di congiure. I progetti immaginati dai capi liberali italiani per rivoluzionare l'Italia, discordi talvolta, erano però unanimi, ritiene la polizia, nel convenire che l'iniziativa del movimento doveva incominciare dal Regno di Napoli. I rivoluzionari contavano assai sulla Sicilia. Un movimento nella Sicilia infatti, obbligherebbe a spedire colà molte truppe per comprimerlo, e ciò avrebbe favorito l'insurrezione nel Regno. Cor-fu, Malta, Corsica, Mar­siglia e Valenza erano i luoghi ove i rivoluzionari erano instancabili nei loro lavori; in Italia erano centro di tutte le nuove rivoluzioni, Livorno, Firenze e Lucca, per l'incomprensibile tolleranza di quei Governi. I Settari raddoppiavano nel febbraio 1844 la loro attività e cerca­vano con ogni sforzo di riallacciare le fila dei loro progetti, sempre con la speranza di poterli attuare quanto prima. Essi si vantavano d'aver guadagnato s) in parte, le guarnigioni di tre piazze forte del Regno, cioè Gaeta, Pescara e Civitella del Tronto. Nello stesso mese di febbraio la polizia veniva informata dell'andamento della setta da un tal Miche­langelo Vizioli, economo curato di Monteferrante in provincia di Chieti, distretto di Vasto, il quale per devozione alla dinastia borbonica, non tralasciava d'involgersi giornalmente tra gli aderenti alla Giovine Italia, per indagare ogni cosa, ponendo a rischio la sua vita.
I settari della provincia di Chieti non avevano paura della polizia, perchè l'intendente e il segretario generale erano i loro principali fau­tori e protettori, e così se un ordine superiore imponeva una visita domi­ciliare, i settari avvisati precedentemente, nascondevano ogni cosa che -potesse comprometterli. I rapporti con le altre città erano frequenti. Vari emissari erano mandati in giro, e riferivano tutte le novità, che suc­cedevano in Napoli, nello Stato Pontifìcio, nella provincia di Aquila e
1) ARCHIVIO DI Sottro DI NÀPOLI, Gabinetto di Polizia, esp. 1309, v. 13, p. 2 {1844 gennaio).
2) ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI, Gabinetto di Polizia, osp. 1309, v. 13 (4. febbraio 1844).
3) ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI, Gabinetto di Polizia, esp. 1452, v. 1, p.
(febbraio 1844).
4) ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI, Gabinettovdi Polizia., esp. 1452, v. 1, p. 2
(J0 febbraio 1844, Chieti).