Rassegna storica del Risorgimento

MAZZINI GIUSEPPE
anno <1941>   pagina <378>
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378 Emilia Castiglione Morelli
Teramo. Essendo stati arrestati nel novembre del 1843 alcuni emis­sari, il De Saatis, capo settario della provincia di Chieti, *) si recava personalmente a Napoli nel mese di dicembre, per vedere in che stato si trovassero gli affari. Fu accolto bene dai capi settari di quella città, che gli offrivano persino dei pranzi a Capodimonte. Fra i capi settari di detta città si notavano il Duca di Miranda, ossia il nipote del defunto ministro Medici, ed il figlio del celebre Poerio, che erano membri compo­nenti il senato supremo della setta; poi il marchese Antonio Sersale, il marchese Francesco Maria Castiglione Morelli, e molti altri principi, marchesi e duchi di detta città. Costoro accertavano il De Saatis, che nella prossima primavera doveva assolutamente scoppiare la rivoluzione in. tutto il Regno. Essa doveva incominciare con l'imprigionamento del re, il quale avrebbe dovuto essere seppellito vivo entro un nicchio-della larghezza non più. di quattro palmi, onde non sfuggire, come fece il di lui avo, per ritornare quindi con truppa straniera e riconquistare nuovamente il Regno. Il re, dicevano i settari, si trova oggi come un pul­cino avvolto nella stoppa, ed è tale e tanto il timore che il monarca ha concepito, che si è indotto a fare testamento . Dopo di ciò, la Nazione avrebbe dovuto presentarsi ai Banchi (sic!) di Londra per riprendere tutti i milioni ivi depositati, come tesori appartenenti ad essa, e non a Ferdinando II. 2)
Sembrava quindi che ogni cosa fosse ormai pronta, e che il tempo per l'insurrezione fosse giunto. Temendo però che Napoli e Sicilia man­cassero di parola, Mazzini stabiliva verso la fine di febbraio, di far ini­ziare il movimento in Romagna, ove l'agitazione era grandissima, e che le provinole del Regno e la Sicilia secondassero poi il moto stesso
Negli Stati Romani incominciavano i disordini. In Bologna spesso si sparava contro le pattuglie, le sentinelle e i giudici incaricati dei processi politici. A Castel Bolognese, si faceva ritirare in quartiere la brigata dei carabinieri a forza di pallottole di neve e in ultimo con. esplosione, ferendone due. A Ravenna si facevano esplodere tre archi-bugiate contro il direttore di polizia, Cleveri, mentre dal teatro ritor­nava alla sua abitazione. In Ancona nelle ore pomeridiane era stato derubato il signor Alessandri, nominato direttore di polizia in Ravenna, al pósto di Cleveri. Mazzini da Londra, ove si trovava, consigliava che il moto si protraesse fino al luglio per preparare altre cose, ma accorgendosi
1) ARCHIVIO DI STATO DI NAPOU, Gabinetto di Polizia, e'ap. 1452, v. 1, p. 2 (febbraio 18-14).
2) ABCBIVIO DI STATO DI NAPOU, Gabinetto di Polizia, esp. 1309, v. 13; p. S (24 febbraio 1844).