Rassegna storica del Risorgimento

MAZZINI GIUSEPPE
anno <1941>   pagina <383>
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Mazzini e la polizia napoletana 383
dapprima qualche preoccupazione nel Mazzini, perchè era un moto separatista volto a staccare la Sicilia da Napoli, laddove occorreva uni­ficare tutte le parti d'Italia in uno stato solo; era prematura, e Mazzini si consolava pensando, che avrebbe reso sempre più inevitabile l'inter­vento austriaco. E nell'intervento austriaco spontaneo o provocato da un assalto di rivoluzionari in Lombardia e nel Mezzodì, continuava a sperare come nella sola ancora di salvezza per l'idea unitaria. Sapendo, poi, che la costituzione concessa in Napoli da Ferdinando II era stata emanata anche dal Re di Sardegna, dal Granduca e dal Papa, il fiero apostolo dell'idea e del dovere temette compromessa, almeno pel momento l'unità e si sentì sconfitto e moralmente abbattuto.
Ma ecco che la rivoluzione di Parigi (22-24 febbraio) sconvolgeva ad un tratto da cima a fondo ogni previsione, gettava lo scompi­glio nelle file dei moderati, rialzava immensamente le sorti del pro­gramma repubblicano e unitario. Allora Mazzini, l) dopo un esilio ditte lustri, vincendo ogni esitazione, tornava in Italia, a Milano, il 7 aprile 1848. Si trovava già a Parigi, dove era tornato subito dopo la rivolu­zione ed aveva appena fondato un'associazione nazionale, per attuare il piano concertato di riunire insieme gli esuli di fede monarchica ed i repubblicani nella causa dell'indipendenza e dell'unità. Scoppiata la guerra contro l'Austria il 25 marzo 1848, il partito repubblicano capita­nato da Mazzini aveva un periodo di calma; ogni sentimento monarchico o repubblicano era messo da parte, e tutti unanimamente prendevano le armi contro il comune nemico. Ma questo stato di cose durava ben poco. L'armistizio Salasco faceva riprendere nuovo vigore ai partiti democra­tici repubblicani. Alcuni emissari sotto mentito aspetto di negozianti erano spediti 2> da Mazzini in diversi luoghi d'Italia per conoscere il numero di ogni definita fazione e concertare il modo da tenersi in avvenire. Proclami mazziniani 3> erano spediti nello Stato Pontificio, il cui contenuto, diceva la polizia, tende ad incoraggiare i cattivi epe-ronzandoli che quanto prima torneranno al bramato intento, concetto è di uccidere gli ecclesiastici.
L'opinione pubblica in Roma era favorevole al Mazzini. Il 9 feb­braio 1849 si proclamava la repubblica ed egli vi si recava. Il disegno del grande agitatore era di mostrare a tutti che la repubblica avrebbe fatto ciò che la monarchia non seppe o non volle fare. E quando
i) ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI, Ministero di Polizia, esp. 4669, v. 2. SD ABcmvio DI STATO DI NAPOLI, Ministero di Polizia, esp. 4662, v. 2. 3) Aacarvio DI STATO DI NAPOLI, Ministero di Polizìa, esp. 4662, v. 2.