Rassegna storica del Risorgimento

"BATTAGLIONE DELLA SPERANZA"; 1848-1849 ; IMOLA
anno <1941>   pagina <390>
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Amedeo Tab anelli
dell*iscrizione ad esso e contemplava le possibili esclusioni. Per l'età, era stabilito un minimo di undici e un massimo di tredici anni.
Venivano inoltre indicati, nel giovedì e nella domenica pomeridiani, i giorni della istruzione, e si tracciava il modello della uniforme. Questa era solamente descritt a. ma data l'estrema semplicità di essa, è facile ricostruirne il figurino e immaginarne il taglio: un bonetto di tela cerata portante sull'alto la nappa Pontificia, una tunica, o blouse di cotone color grigio filettata di verde, succinta alle anche con fascetta di cuoio fermata da una fibia gialla. Nell'estate i pantaloni saranno grigi; nell'inverno di panno turchino colle striscio verdi ai lati. Sussidi raccolti, per pubblica sottoscri­zione, avrebbero prima servito a provvedere alla fornitura gratuita delle divise ai giovanetti poveri, e sopperito poi a tutte le singole spese necessarie pel Battaglione* della Speranza.
Passava indi, il Regolamento, alla organizzazione vera e propria del Battaglione Stesso, che sarebbe stato formato di plotoni composti di trenta giovanetti, comandati da un caporale in prima, mentre le due sezioni nelle anali si divideva ogni plotone, sarebbero state comandate da caporali in seconda o vicecaporali. La nomina dei gio­vani graduati era attribuita al tenente colonnello Comandante la Guardia Civica, su proposta dell1 Institutore della Scuola dopo che, in presenza di quest'ultimo, gli aspiranti avessero sostenuto e superato un esame di capacità.
Specificate le mansioni del caporale e gli obblighi derivategli dal grado, il Rego­lamento dava le norme disciplinari e determinava le sanzioni per i contravventori e gli inadempienti alle regole stabilite per il buon funzionamento della Scnola: senza appli­care i sistemi disciplinari che erano purtroppo ancora in uso nelle scuole del tempo, nelle quali la verga e le più severe punizioni corporali erano ritenuti i pia efficaci, la condanna contemplava tuttavia, per il colpevole recidivo, la immobilità, in una parti­colare posizione fisica, non più a lungo di venti minuti. Si preferiva, però, far leva sul sentimento di amor proprio del giovanetto; e al colpevole si imponeva il passaggio alla coda della fila durante l'istruzione, e lo si privava della possibilità di riavere la sua piazza di battaglia se non dietro prova di diligenza e di zelo. Le mancanze più. gravi, comprese quelle eventualmente commesse anche fuori della scuola, erano punite dal Comando della Guardia Civica, dietro rapporto particolare della trasgressione commessa, provato e controfirmato, oltre che dal caporale, da due testimoni.
. Si stabiliva, nel Regolamento, il programma della istruzione militare da impar­tirsi ai giovanetti : movimenti del corpo, marcia, posizioni militari diversescuola di plotone e conseguenti movimenti. Pervenuti a sufficiente capacità di manovra, i ragazzi dovevano essere muniti di schioppetti di legno, per addestrarli al maneggio dell'arma. Mentre erano accettati nel Battaglione i giovani dagli undici ai tredici anni di età, la loro appartenenza ad esso e la loro istruzione era protratta fino al sedicesimo anno. A saldare poi quell'anello che mancava tra il sedicesimo anno e l'età di iscrizione alla milizia civica, si prevedeva la istituzione di un nuovo corpo sottoposto a maggiore istruzione e disciplina formato dagli uscenti dal Battaglione della Speranza, corpo che si caldeggiava fin d'allora, giacché la Superiorità vorrà ben tener conto di codesta gioventù, che pud recare grandi vantaggi per la moralità, per la robustezza, e per la difesa dell'ordine e delia Patria.
Il Regolamento terminava col contemplare l'istituzione della Commissione amministrativa disciplinare e con lo stabilire che tutti i servizi prestati per il Batta­glione della Speranza, non avessero alcun compenso in denaro, dovendo essere tutti assolutamente gratuiti.