Rassegna storica del Risorgimento
"BATTAGLIONE DELLA SPERANZA"; 1848-1849 ; IMOLA
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1941
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392
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392 Amedeo Tabanelli
chiamati dalla fiducia del Comando Civico, consacrarono al Battaglione tutte quelle cure che le circostanze richiedevano.
Nel dicembre 1848, per ragioni che ignoriamo, Clemente Bozzi, pur continuando a far parte della Commissione amministrativa disciplinare, rìirn-npÀn alla direzione del Battaglione della Speranza. Il Gonfaloniere interessando oltremodo che questo Corpo venga conservato, diretto ed istruito in data del 22,invitava il colonnello della Guardia Civica d'Imola, conte Giambattista Dal Pozzo, detto il a Demonietto, ad assumerne direttamente il comando ben certo che egli vorrà anche in questa parte dare alla Patria una luminosa prova di zelante, ed attivo servigio, che non cessa di renderle nel faticoso regime della Guardia Civica.
Senonchè, tra il turbamento di tanti spiriti italiani e cattolici, alla prima maniera paternalistica di Pio IX, si era cercato di sostituire una politica più forte, la quale produsse un acuirsi del dissidio tra i due mondi in contrasto. I favorevoli auspici coi quali s'era iniziato il Pontificato di Pio IX furono smentiti dalla nuova maniera, e si determinò cosi una vivace reazione degli elementi liberali, che culminò col prevalere dei rivoluzionari e con la proclamazione della Repubblica Romana.
Imola partecipò, con molti suoi figli, alla lotta annata che si conduceva fuori di essa, ma, mentre la rivoluzione finiva altrove nel supremo sacrificio, qui finì incruen-temente nel dominio austrìaco e si esauri nella tepidezza di molti e in sporadiche e settarie violenze ed assassini perpetrati dagli elementi estremi.
H 17 maggio 1849 fu sciolto il Corpo Civico e, di conseguenza, il Battaglione della Speranza, sua legittima filiazione.
Con ammirevole senso di onestà e di austerità amministrativa, i componenti del Comitato, reduci, in parte, dalla difesa di Roma, il 15 dicembre, con circolare a stampa, diedero contezza dello scioglimento medesimo ai contribuenti, con il rendimento delle entrate e delle spese. I vestiti vennero, elargiti all'asilo e gli attrezzi si depositarono presso il Comune.
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Abbiamo visto come il Bazzi, citando l'esempio di altre città dello Stato Pontificio che avevano precorso Imola nella formazione del Battaglione della Speranza, non si attribuisse il merito di una proposta originale.
L'istituzione infatti, fiori in diversi luoghi, e lo spirito a cui s'informava l'organizzazione giovanile, si rivelò in maniera tangibile con la partecipazione dei giovanetti ad episodi gloriosi. Alla Montagnola di Bologna i fanciulli ebbero la loro parte nella lotta che vi si svolse in difese dell'indipendenza, e a Roma, ove l'antico Ufficiale piemontese Pontier, fino dal novembre 1847 aveva raccolto ed istruito militarmente alcuni giovanetti che formarono poi il Battaglione della Speranza, *) primo dell'epoca e il più glorioso, i ragazzi si batterono coraggiosamente sotto gli occhi di Garibaldi.
Questa formazione giovanile, aveva pure più lontani precedenti. Nel 1797, i francesi, calando nella penisola, crearono ed aiutarono il sorgere di tante caratteristiche istituzioni: fu allora che con hi Guardia Nazionale, i Circoli Costituzionali e le Accademie del Gius Pubblico, sorsero, in diverse città della Cispadana, i Battaglioni della Speranza.
i) A. M. GHISALBERTI, Speranza (Battaglione dello), in Dizionario del Risorgimento Nazionale, -vói I -I fatti. Milano, VaUardi, 1931.