Rassegna storica del Risorgimento
STORIOGRAFIA
anno
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1941
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pagina
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401
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Introduzione {alla buona) al Risorgimento 401
I azumo da rammarichi e rancori che si potesse parlare davvero dei negotia dì ieri sino, ira et studio. Come, del resto, il Ferini stesso faceva per primo intrawedere. E siccome penso che ufficio della storia sia non tanto il lodare e confortare, quanto lo ammonire e castigare; e che l'Italia nostra abbia ormai bisogno maggiore di ammonimenti e correzioni che di panegirici e carezze: cosi nelTondar giudicando i fatti, io ho avuto riguardo più alla verità che agli uomini; ed i virtuosi fatti a merito, gli iniqui ho riferito a colpa loro e non di quella misteriosa e fatata potenza, che da alcuni scrittori è celebrata sotto il nome di NECESSITÀ . 0 Che era certo, un prepararsi a veder chiaro in ciò ch'era accaduto, con mente sgombra di sistemi preconcetti, con politico realismo o razionalismo, come nota il Croce, avendo di mira più il Gioberti che gli altri, ma non era ancora, e non poteva essere, un giudicare equo o, almeno, sereno. 2) Intuitivo quindi, che il Farmi pensasse che i contemporanei dovessero udire sdegnosamente tali Ubere parole , perchè a volere gradire agli nomini egli è pur sempre mestieri tenere abito e discorso di cortigiano, e più quanto l'età e vaporosa più, e le città sono mutate in corti, dove si merco quel popolare favore, il quale costa adulazioni e lusinghe più de* regìi favori. Foco male per lo scrittore uso a mantenersi in fede della giustizia in onta degli uomini e della fortuna, ma si per la patria nostra, la quale non potrà rialzarsi e venire in essere di libera Nazione, finché non cessi di fare a securtà con quelle dottrine, onde fatali rivoluzioni s'avvicendano con fatali restaurazioni, e si perpetuano le civili vergogne e la servitù.3)
E cosi l'opera di questo antico cospiratore e rivoluzionario, dopo i casi di Ri mini fattosi riformista moderato, s'ammantava delle preoccupazioni e del preconcetti della polemica partigiana e dell'indagine tribunalizia. Nobile passione quella che orde nel petto del medico romagnolo, ma tale da impedirgli di riconoscere un qualsiasi merito agli uomini della parte avverse, sulle cui spalle fa gravare un pesante fardello di colpe e di errori, e belle e calde le sue pagine, anche se un po' troppo calcete sui soliti modelli del Botte e del Collette, e spesso vive ed efficaci, anche se, a lungo andare, stucchi quel continuo sentirsi in presenza di un Minosse in formato ridotto, il quale beato Ini ! , avendo di mire ime cosi netta e precisa demarcazione tra il bene e il male, non ha da far altro che distribuire rimbrotti, anatemi e castighi.*)
Difficile assunto, lo sappiamo, questo del volersi far storico dell'età propria, quando così vivi ancora erano i sentimenti e i risentimenti, e difficile anche più quando il narrare doveva, almeno nelle intenzioni, offrire il modo di correggere e non ripetere gli errori.Il fare un libro è meno che niente, se il libro fatto non rifa la gente, perevon
*) La politica, anche la grande politica, è fatta dagli uomini; e gli uomini vi portano tutto di se stessi, tutta la loro umanità, buona e mediocre G. VOLPE, 17 popolo italiano tra la pace e la guerra (1914-1915), Milano, 1940-XVHI, p. 194.
2) CROCE, Storia della storiografia ecc. cit., II, p. 10.
3) FAHIHV'CÌC, .voi. I, pp. 1-2. Per le critiche e le proteste dei liberali più accesi ved. Lettere di Felice Orsini cit., pp. 93-99, 104, cui si controppongono i caldi elogi dei moderati. (Ved. la lete* del Barbera lett. del 24 giugno 1851 in Epistolario di L. C. FAMWI 'eie.* voi. III!, -pp. 497-498, e i giudizi dei Carteggia tra MARCO MIN-Gfswf 'jGxuSMPE PASOfctm alfe,, voi. I, pp. 164 e segg.).
vj Ved. per un giudizio sul Ferini E. MASI, La storia del Risorgimento nei libri, eit.pp. 110-112. E HUII' indagine tribunalizio e sulla storiografia di partito, B. CROCE, fi carattere della filosofia moderna, Bari, 1941-XIX. pp. 138-141; id., La storia come pensiero* ece,r feT pp. 175 e segg. Contro ved. Lusao, Garibaldi, ecc. cit., p. 714 n.