Rassegna storica del Risorgimento

STORIOGRAFIA
anno <1941>   pagina <405>
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Introduzione (alla buona) al Risorgimento 405
Pio IX passato come molti altri a simpatìe repubblica ne. Dal sentimento d'onore col crescere della civiltà propagalo hanno avuto origine e vita le così dette Memorie storielle: perciocché le abbiano prese a dettare, bramosi di prevenire o combattere calunnie, uomini la maggior parte illustri che ai fatti, d'orme, o ai segretimaneggi dei gabinetti, o alle deliberazioni delle assemblee legislative, o ai congressi dei potenti, o coinechessia ai pubblici affari parteciparono, e di procacciare alla causa da lor sostenuta il pubblico suffragio nobilmente ambirono. E se tutti non ebbero, come era ben naturale, acquista­tosi nome d'imparziali e fedeli narratori, è eerto che somministrarono sempre assai lume a potere tra il buio delle umane passioni e nel confi! ito degli opposti partiti discer­nere possibilmente la verità dei fatti. Nella nostra Italia non è penuria di cosi l'atte scritture, ed oggi più che mai è a desiderare che quanti o trascinati o spontanei si avvennero nel vortice dei rivolgimeli i i politici espongano schietto le cose operate e le vedute, o patite da loro; perciocché sorgendo un qualche felice ingegno spinto dal generoso pensiero di tramandare ai posteri i tanti e così nuovi e gravi avvenimenti della nostra comune patria, che pur vuole e dovrà un giorno dalla antica servitù redimersi, troverà in pronto la materia al lavoro, e narrando le virtù, e gli errori e le glorie e le sventure dei nostri tempi farà opera di vero ammaestramento ai popoli sitibondi di libertà.1)
Forse, più ancora che nei moderati, è forte in questi scrittori di parte democratica il desiderio" di far sapere che agli avvenimenti di cui si parla si partecipò direttamente. Il Vecchi tesse addirittura di sé una breve autobiografia nelle Due parole proemiali, per concludere con un ringraziamento a chi lo accolse dopo il tracollo delle grandi spe­ranze: Sbandito per siffatte emergenze dal ristorato reggimento teocratico, dopo aver corso parecchie incresciose vicissitudini, trovai alla perfine asilo in Piemonte, all'om­bra della nostra nazionale bandiera; della quale fortuna riferisco grazie a Dio ed agli nomini che me la procacciarono;2) il Rusconi chiede scusa di aver dovuto parlare di sé e troppo più che la modestia noi comportasse, perchè incaricato del portafoglio degli affari esteri non poteva lasciar passare sotto silenzio quella che potrebbe deno­minarsi la storia diplomatica della repubblica, per quanto l'Italia e il resto d'Europa stessero in diffidenza di essa e poco o nulla rispondessero alla sua iniziativa;3) il Gabussi, che aveva sempre avuto porticine di secondo piano e la cui severità diventa spesso acredine, si limita a precisare delle cose che narro molte vidi, alcune operai, ad altre concorsi od assistetti; ed il Torre assicura noi come addetti al Ministero della Guerra dovremmo per necessità recarci alle mani ed avere sott'occhio i documenti che di quel fatto [l'intervento francese] disvelavano le simulate cagioni e le vere; fummo testimoni della lotta che ne seguì, e sapemmo le scellerate pratiche onde la reazione si brigò di renderla a noi disastrosa . *)
E così, avendo potuto ne' due anni di politica rinascenza veder molte cose e compiacersene o dolersene, .secondo che la bella e santa causa nostra onorassero, o deturpassero, il Vecchi concludeva: la é mia mente che tutti per vario modo fallimmo,
*) F. TOKHE, Memorie storiche sull'intervento francese in Roma nel 1849, Torino, 1851-1852, voi. I, pp. V-VI. Vcd. ora sul Torre le notizie raccolto da C. PABISET, Il generale Federico Torre, Verona, 1940. Il Torre aveva fornito qualche indicazione di libri militari, al Farini (Epistolario ài L. C. FÀBINI cit voi. Ili, p. 522).
2) VECCHI, La Italia, cft., pi -7v
> RUSCONI, p. HI.
*) GABUSSI, I, p. 9; TOEHE, I* p. VI.