Rassegna storica del Risorgimento
STORIOGRAFIA
anno
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1941
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pagina
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406
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406
Alberto M. Ghisaìberti
non nelle intenzioni già, ma nei mezzi- E di essi farò mio studio nelle biennali memorie ch'evocai dal passato per confortare alcun poco la mia presente solitudine. Dai ncgotia agli otiaf come il Farmi, con il desiderio di poter giovare ancora alla patria tornata al giogo antico e alle antiche miserie. Aspirazione che appare più dichiarata in altri, come nel Gabussi, per il quale quel brano di storia italiana che è compreso fra l'elevazione di Pio IX e la caduta della romana repubblica, sebbene ritratto nel breve giro di appena tre anni, offre però avvenimenti cotanto straordinari e meravigliosi, che in grandissima utilità tornar deve il conoscerli esattamente e profondamente meditarli.
È questa concezione dell'/ustoria magistra vitae che torna nel Torre. Per concorrere nella nostra pochezza ad apprestare materia a così desiderato lavoro abbiamo impreso queste Memorie storiche sopra un avvenimento che va tra i meno comprensibili, e i più strani della presente età, qua! fu l'intervento francese nella rivoluzione di Roma, scriveva, non senza confessare più candidamente un più diretto intento polemico, ai suoi occhi, del resto, come a quello dei più tra gli scrittori di quel periodo, non in contrasto col desiderio di ammaestrare. Possiam quindi vendicare Tonor militare de' nostri, e l'onore del repubblicano governo delle tante accuse, onde non solamente le note e le encicliche nel furor fabbricate dai cardinali e dal Papa, e le omelie dalla tribuna di Francia recitate per Montalembert e compagni, e i romanzieri prezzolati e venderecci della razza di Àrlincourt, di Balleydier, di Audisio e simile lordura, ma eziandio lo assalirono alcuni scrittori indifferenti o lontani che non per mal animo o studio di porte, si per mera ignoranza dello spirito pubblico, che nelle popolazioni da noi prevaleva, il racconto dei cosi nostri turpemente adulterarono.1)
Difendere, accusare, ma anche purificarsi degli errori commessi, liberarsi dalle ideologie che si erano dimostrate fallaci, ecco il compito che questi scrittori si assegnavano. I quali passavano, sì, attraverso i fatti, ma, per quanto facessero non riuscivano a trarsene fuori per ascendere dal patire al giudicare e conoseere.2) Né vogliam nascondere un errore in cui pur troppo con molti liberali cademmo e fu di attendere dal papato politico la salute d'Italia. Dai fatti ci venne il disinganno, e dai fatti fu mestieri che fossero gli Italiani ricondotti ai severi principii di loro antica scuola storica stata sempre inimica al papato cagione eterna e suprema de* nostri affanni, concludeva il Torre recitando la palinodia del suo neoguelfismo d'un tempo. E già prima di lui il Rusconi: il pontificato di Pio IX, che andrà alla posterità come uno dei più fatali che desolassero questa nostra Italia, spianò la via a quella repubblica della quale prendiamo a trattare, e che non emerse che per corroborare il concetto italiano dell indipendenza, ripudiato dal papa. Per lui la conclusione da trarsi da due anni di rivoluzione era che se l'Italia non potè elevarsi ancora alla dignità di nazione, lo dovè al dominio temporale dei pontefici; se l'impresa italiana in questi due anni fallì, lo dovè più che a ogni altro a quel dominio fatale; se l'Italia ha ora un avvenire, se virtualmente è già creata nazione, lo deve alla distruzione di quel dominio che vi mantenne perpetui i dissidi! e l'osculazione.3) Mentre il Pepe ricordava di essere stato favorevole a Carlo Alberto, <cessendosi egli compromesso per la causa dell'indipendenza, il Cattaneo
1) TORRE, I, p. VI. Per questo Intento polemico e defensionale ved. anche ivi, II, pp. 334-335; RUSCONI, pp. I-TV; G-ABUSat* 111. pp. 523-526.
2) CBOCB, La storia come pensiero, ecc. citi., p. 180. E, del resto, in quel secolo della storia è questo il carattere di quasi tutti gli scrittori di storie; ivi, pp. 176177.
3) RUSCONI* p. 226. E il GABUSSI: E a noi scrittori delle romane cose concesso sia richiamare t contemporanei ad un'ultima considerazione colla quale diam termine