Rassegna storica del Risorgimento

STORIOGRAFIA
anno <1941>   pagina <411>
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Introduzione (alla buona) al Risorgimento 411
81 raggiungeva: i sogni di dieci anni prima divenivano realtà, anche e le vie e i mezzi potevano ad alcuni apparire sotto luce non favorevole e qualche delusione s'impadro­niva degli animi di altri, ai quali la nuova Italia sembrava men alta e men degna di quella ohe eia etata scoperta e attesa.
Ah non per questo dal fatai di Quarto
lido il naviglio dei Mille salpò,
né Rosolino Pilo aveva sparto
suo gentil sangue che vantava Àngiò
avventerà Enotrio Romano, quasi echeggiando i borbottamenti e i rimpianti azegliani perchè 1* Italia del 1864-65 era scaduta di assai di fronte a quella del 1846 nel concetto dell'autore degli Ultimi casi.
E questa nota, salvo che in pochi, risuona in molti degli storici che si fanno a nar­rare gli eventi del triennio decisivo per l'unità. Partigiano in buona fedo* lo spretato Luigi Anelli, che aveva preso parte alle vicende del 1848 lombardo repubblicaneggiando alquanto e dichiarandosi ostile alla fusione col Regno sardo e nel 1860 era stato caldo oppositore in Parlamento della cessione di Nizza, arricchiva di atteggiamenti democra­tici e anticlericali (una sua Storia della Chiesa veniva messa all'Indice) la sua Storia d'Italia dal 1814 al 1863, interessante documentazione di uno stato d'animo.J) Già la dedica a Giuseppe Ferrari, ce per altezza d'ingegno e dignità di coscienza onore del secolo, chiarisce lo spirito dell'autore, che in un primo tempo si proponeva di narrare solo i casi d'Italia dal 1814 al 1850. Non ha modo di descrivere meraviglie di guerre, né grandezza di rivoluzioni, né altra materia da prenderne diletto a chi non cerca il conoscimento del vero, o schifo di gravi studi, ha discara ogni lettura, la quale non gli conforti colla piacevolezza delle immagini le tristi noie di una vita sfaccendata o da effeminate abitudini infiacchita. Però a quelli che seguitano passo passo lo svolgersi successivo della nostra civiltà e le cagioni del presente ricercano ne' tempi trascorsi i suoi racconti non riusciranno affatto sterili d'ammaestramento, né indegni di medi­tazione. Prove infelici dovrà narrare di magnanimi cospiratori e più fortunate del Piemonte coll'aiuto dell'armi straniere. Ma se quelle dei primi furono vane perchè i popoli non risposero a' generosi che colle parole a co' fatti vollero innamorarli della antica grandezza, i lettori non condannino con sentenza severa l'Italia, e pensino che un popolo da solo non racquista la perduta libertà che con prodigi di virtù, che non­dimeno sono impossibili dove gli odj non hanno ancora avvampato si lungamente che basti a farli prorompere rovinosi in feroci passioni, dove il dispotismo combatte con crudeltà atrocissima ogni Istinto di grandezza, dove le cose temporali sono tutto, nulle
di imparzialità. Tralasciamo di dar conto di altri libri, già ricordati dal Croce di tendenze politiche identiche o affini, quali i Cast di Napoli di G. MASSARI (Torino, 1850), / volontari ed i bersaglieri lombardi di E. DANDOLO (Torino, 1850), la Guerra combattuta in Italia negli anni 18481849 (Lugano, 1850) di C. PlSACANE, come pure della Storia d'Italia dal 1815 al 1850 di G. LA FARINA (Torino, 1851, conti­nuata poi da L. Zmt, Storia d'Italia dal 1850 al 1866, 4 voli., Milano, 1869-1875), della Storia d'Italia continuata da quella del Botta, 18141834 di G. MARTINI (Capo-Iago. 1850-52), della Storia della rivoluzione italiana dal 1821 al 1848, di A. BBOFFERIO (Torino, 1849) e di altri molti' per non ripetere ancora cose già notate.
1) In 4 voli., Milano, 1864 (altra ed., continuata fino al 1867, in 6 voli,, 1868). Ved. su Ini le notizie premesse all'opera postuma I sedici anni del governo dei moderati (1860-1876), Como, 1929.