Rassegna storica del Risorgimento
STORIOGRAFIA
anno
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1941
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pagina
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413
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Introduzione (alla buona) al Risorgimento 413
per educazione. Indarno fuori di questa cercheremo altre forze rìnnovatrici delle masse avvilite, e già ridotte a cadavere dalla tirannide. La società, nella quale viviamo va figurata dall'idea che i diritti dei popoli sono inviolabili e sacrosanti, e sei popoli già spuntò il sentimento che per riporsi in libertà bisogna essere civili d'animo, energici dì cuore, gagliardi di volontà. Qualità tarde e difficili sono desse certamente nelle moltitudini, ma perchè disperarne ? Le masse vanno signoreggiate dall' istinto della credulità, ed oggi reverenti fanno plauso alle buone dottrine che insegnano: dovere ì popoli votarsi al sacrificio perchè appartengono all'umanità; dopo Dio la patria esser tutto) la perdita de* beni fuggevoli colla fortuna non essere la morte d'una nazione, e mali terribili non dover parerci le rivoluzioni, bensì i vizi che ne' godimenti dell'ozio e nelle sfrenatezze dell'egoismo attaccano e divorano le nostre forze.1)
Dopo Aspromonte la fede dell'Anelli nella libertà e nel trionfo finale della causa italiana non vien meno, anche se abbia a sdegno i successori di Rattazzi, proni alla Francia inciprignita per non so qua! silenzio serbato di essa nel solito programma* Non crede possibile una politica conciliatrice con il papato e sente che i destini della patria vanno affidati alla forza delle idee, colle quali il cristianesimo dà forma e vita di libertà e d'uguaglianza alla nostra civiltà. Passano i governi, passano i culti perchè gli uni e gli altri non. sono che forme; ma le idee durano eterne desse sono i veri principj di tutte le trasformazioni sociali, e quando avranno spazzato via i re pontefici e le tirannidi, la democrazia e il vangelo stenebreranno il mondo dai funesti pregiudizj che fortificano l'ignominiosa servitù dell'errore e del vizio. Ma, anche se il presente appare avvolto di nuvole oscure, la fede nel domani è salda nell'animo dell'ex sacerdote lombardo, nel quale come in tutti i migliori uomini del Risorgimento è viva la preoccupazione morale, l'ansia di un miglioramento che vada oltre quello della sistemazione politicoterritoriale della patria italiana: Né però disperiamo. La grandezza de* popoli sta a prezzo di grandi dolori. Ansie, incertezze, sventure, discordie civili, ire fraterne si prolungheranno forse ancor sulla patria, ma i rivolgimenti de' popoli non sono perpetui; essi s'acchetano appena che i costumi e le opinioni con giusta reciprocanza d'impulsi si fanno gli uni colle altre leva vicendevole, e al loro posare, la civiltà durevolmente trionfa. Folli idee, bassi affetti, fastidiose vergogne ben ponno accompagnarsi alla nostra causa; dessa però è giusta in sé medesima né peritura, perchè ordinata da Dio; e senza dubbio trionferà quando noi accorderemo le opere colla santità de' suoi principj, e saremo grandi per grande amore di patria.-)
Della ardente anche se turbinosa passione dell'Anelli non è più traccia, o, per lo menò attenuatissinia, nel Bianchi, nel quale più che l'intento di rendere omaggio alle carducciane ultime dee superstiti è viva l'aspirazione a giovare alla conoscenza storica, .narrando i. divisamenti e le opere della diplomazia europea rispetto alle vicende politiche della nostra penisola negli anni decorsi dalla caduta del primo impero napoleonico al giorno ben augurato in cui ebbe principio l'attuai Regno d'Italia. Suo pregio la mole dei documenti consultati o largamente riprodotti; suo difetto la parzialità evidente della presentazione dei documenti stessi, troppo spesso arbitrariamente decurtati o riassunti. Cominciata all'indomani della Convenzione di settembre e conchiusa dopo la presa di Roma la Storia del Bianchi, utilissima sempre, offro un tipico esempio delle perniciose illusioni che un libro perchè documentato può far nascere. Si può dire che
1) ANELLI, II, p. 417.
2) ANELU, IV, pp. 371-372.