Rassegna storica del Risorgimento
STORIOGRAFIA
anno
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1941
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pagina
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415
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Introduzione (alla buona) al Risorgimento 415'
P
della Toscana, e come gli altri già ricordali si propone di parlare senz'irà né artifizio , mosso dal solo sentimento di rendere omaggio al vero e di mostrare conic e perchè riuscimmo a quell'unione che dovea produrre ben tosto l'unità d'Italia. Lo spirito del-1 Azeglio rivive in lui, che ammonisce: i nuovi destini che attendono l'I taliu esigono da parte dei cittadini il concorso delle virtù morali, senza coi troppo fragili e caduche divengono alla prova le virtù civili. Perciò sincerità su tutto e con tutti: per questa via soltanto si mantien vivo negli animi il senso del vero, e del giusto, e s'ingenera l'animo di giudicare gli uomini dalle opere e dagli esempi, non dalle sole e spesso vane parole. La sua storia toscana dal moggio del 1859 all'aprile del 1860 deve appunto convincere i lettori che i rivolgimenti nazionali più fruttuosi son quelli, che meglio rispettano gli immutabili principii di moralità e di giustizia dinanzi a cui s'inchinano reverenti le grandi innovazioni dei secoli. ')
Testimone e in minor misura attore (aveva partecipato alla propaganda per il Prestito Nazionale), l'ex prete veronese Carlo Belviglieri, finito poi professore di storia all'Università di Roma, dava mano nel 1867 ad una Stona d'Italia dal 1814 al 1866 2> nella quale il moderato liberalismo e il tenace anticlericalismo dell'autore s'accompagnano ad una non spregevole cultura storica ed a lodevoli preoccupazioni scientìfiche. Nel suo saggio Delle cause che nel Medio Evo impedirono l'unificazione politica d'Italia, che è del 1863, il Belviglieri come ricorda il Croce aveva posto a centro l'opposizione del papato ai re d'Italia, che rinnovò e creò il papato politico,3) ma questo non gli impediva ora di riconoscere, parlando dei drammatici eventi dell'aprile 1848 sussegui ti al proclama del Durando: nessuno poteva tacciare Pio IX di incoerenza, giacché egli chiaramente in altre occasioni erasi protestato avverso ai violenti partiti, al sangue, alle armi; ma allora le voci di plauso avevano soffocata la sua; ed i più caldi ed entusiasti non. avevano mancato (strano modo di onoranza e di devozione !) ripetere come Pio IX pensasse ben diversamente da ciò che esprimeva. In una parola, in Pio IX poteva più il sentimento del sacerdote, che quello del cittadino; quello del pontefice, che non quello del principe italiano. L'animus, però, dell'autore appariva in pieno dal successivo giudizio: ora io non dirò, se e quanto questi sentimenti sieno conciliabili fra loro; dico solo, che, né per altezza di mente, né per energia di volontà, Pio IX non era l'uomo, il quale potesse attuare fino all'ultimo questa conciliazione; e che, al punto in cui fosse cominciato un attrito di idee e di interessi, non era da dubitare che egli, al paro di Alessandro 111, esaltato cotanto dai banditori di idee guelfe, non avrebbe esitato a sacrificare gl'interessi politici della nazione a quelli che egli credeva della coscienza e della Chiesa.4)
Convinto assertore della efficacia morale della storia, ma non nel senso che questa possa somministrare principi seri di educazione, i quali si possono e si devono trovare in più elevate e serene ragioni, perchè la buona o prava efficacia, assai più che dalla natura, delle azioni, assai più che dai modi o dagli intendimenti onde vengono esposte, procede dai criteri e dalle complessive condizioni morali di chi le apprende, invita i suoi lettori ad a. ascoltare i moniti con mente serena, animo spassionato, e mente ed animo
i) E; Poeci, Memorie storiche del Governo della Toscana nel 1859-60', 3 voli., Pisa, 1867, voi. L pp. V-Vfll. L'avviso al lettore è del 26 luglio 1867.
2) JÈ inserita nella Collana di storie e memorie contemporanee diretta da Cesare Cantù (6 voti.. Milano, 1867-69).
s) CROCE, Storia della storiografia, cit voi. IT, p. 31.
*) BELVICLTEW, Storia, cit., voi. III, pp. 124-125.