Rassegna storica del Risorgimento

STORIOGRAFIA
anno <1941>   pagina <417>
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Introduzione (alla buona) al Risorgimento 417
sapienza pratica della vita, invigoriscano gli intelletti senza inaridire il cuore, onde possa apparir degna del consorzio delle grandi nazioni, degna del proprio passato e del proprio avvenire; manca all'Italia quella salda morale che cambia in religione la coscienza del dovere, tanto nel più modesto artigiano come nel magistrato più eccelso... Questo manca all'Italia... E fino a che trotto d'oziosi o pasciuti o famelici moveranno per le città, mentre moltissimi campi stanno squallidi ed abbandonati; finché la maggior parte della nazione rimarrà sepolta nell'ignoranza, o paga di una cultura superficiale e vanitosa, dell'ignoranza peggiore; finché tra le classi, che si dicono eulte ed elevate, predomini la cieca foga di godere, di potere e di possedere, o non curando, o schernendo l'onesto ed il giusto; finché l'esempio dell'ossequio alla .legge non parta costantemente da coloro, che devono esserne esecutori e vindici, ed il popolo non sia tanto educato da rispettarle, anche quando possa infrangerle impunemente; finché la professione delle opinioni politiche non sia verace espressione del convincimento, e come tale con lealtà serbata o con ischiettezza mutata, non già un valore da trafficarsi a norma d'interesse; finché patria e popolo, libertà ed ordine, umanità e Dio non iscaldino veramente il petto, né cessino al tutto d'essere lustre di ciurmadori politici, pur troppo dovrassi ripetere con Vittorio Emanuele: L'Italia è fatta, ma non compiuta.l)
Povero Canta! quante critiche acerbe ed ineducate dovette sostenere special­mente dai suoi compatrioti pei quali sudò. Sulla sua tomba però fu unanime il rim­pianto: l'Italia aveva perduto il suo pia potente pensatore. Anche il concetto di potenza è relativo, per lo meno nel campo dei motori. Quando il buon Battami scriveva o dettava, come ancora si usava dire con maggior dignità , l'aero­plano era di là da venire e il carro armato non aveva fatto ancora la sua pitto­resca e chiassosa comparsa. Chi scrive giocava ancora a Russi e Giapponesi nel cortiletto di una scuola elementare e faceva echeggiare di infantilmente energici Nippon, banzai! appresi alla scuola del primo Barzini e dei disegni a colori di A. Beltrame le orecchie dei suoi piccoli compagni di rissa e d'avventura. E quelle grida esotiche di vittoria rassodava sul capo del disfatto capitano della parte avversa con qualche pugno paesano e altri ingredienti di speditiva fabbrica­zione locale. Questo si dice (e questa volta non si detta) non tanto per fornire ele­menti al nostro biografo quanto per far presente che i tempi del Battami sono assai lontani e, quindi, certi giudizi sul Canta pensatore non debbono sorprendere il lettore d'oggi. II Battami credeva fermamente che il merito principale della Storia universale consistesse negli ammaestramenti si per l'erudito che pel pensatore, anzi, più per questo che per quello. Non si nascondeva che ..errori non. manca­vano qua e là, ma erano inevitabili in un'opera cosi colossale. Inoltre, la metodologia
1) BEXVIGMEHI, Storia, cit,, VI, pp. 268-270. Vcd. le critiche al mazzinianesimo, ivi, IV, pp. 292,301-302, VI, p. 74. Di altri storici di questo periodo converrebbe anche far parola. limitiamoci a ricordare i reazionari GIUSEPPE SPADA, Storia della rivo­luzione di Roma e della restaurazione del governo pontificio dal 2* giugno 1846 al 15 lu­glio 1849* 3 voli., Firenze, 1868-70 (per il quale vcd. MASI, op. cit., pp. 117-119); GIACINTO DE Srvo, Storia delle Due Sicilie dal 1847 al 1861, 5 voli., Roma-Viterbo, 1863-67 (su cui ved. B. CROCE, Uno storico reazionario, in Una famiglia di patrioti, Bari, 1919, pp. 147-160); Mona. P. BALAN, Storia d'Italia, 2 ed., 11 voli., Modena, 1894-1899; Ix., La politica italiana dal 1863 al 1870, Roma, 1880; e tra i liberali F, CABRANO, Ricordanze storiche del Risorgimento italiano (18221870), Torino, 1885; N. Nisco, Storia civile del regno d'Italia dal 1848 al 1870, 6 voli., Napoli, 1865 e segg.; E. POGGI, Storia d'Italia dal 1814 al dì 8 agosto 1846, 2 voli., Firenze, 1883.