Rassegna storica del Risorgimento
STORIOGRAFIA
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1941
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pagina
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418
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Alberto M. Ckìsalherti
storica era ancora in formazione e il Cautù possedeva il metodo perchè i genti hanno lo spirito del metodo, ma non ale regole ridotte a sistemazione, che questo era allora impossibile.1)
Tempi lontani, povero Canta, quelli dell'esaltazione battainiana. Rodin si è servito di altri modelli per il suo Penseur ed ignoriamo se Turillo Sindoni, tra l'uno e l'altro dei suoi monumenti ai Caduti, abbia pensato a ri trarci lo storico lombardo magari a torso nudo, come sembra che fanti e alpini usassero combattere sull'Ada niello e a Monte Nero, o con una mezza toga e relativo stilo e rotolo e una Clietta al fianco intenta a indicargli lo spirito del metodo. Si direbbe che oggi la maggior parte dei lettori abbia fatto tesoro del consiglio inscritto sul frontispizio della Margherita Pusterla (Lettor mio, hai tu spasimato? No. Questo libro non è fatto per te) e, avendo, evidentemente, trascorsa una vita senza affanni e senza noie, si sia decisa a fare a meno delle pagine del più potente pensatore italiano.2)
Testimone e, in parti di secondo piano, attore del Risorgimento, soffrì danni, esili e tormenti per la causa della libertà e della indipendenza. Legato alla scuola cattolico-liberale, dopo il fallimento dei generosi ardori del 1848-49 riprese le sue pubblicazioni storiche e letterarie e compromessosi nei tentativi di conciliazione dell'arciduca Massimiliano fu fatto segno a spietate accuse da parte degli elementi liberali. La questione romana lo irrigidì più tardi definitivamente in un atteggiamento di opposizione, perchè il suo sentimento religioso non gli faceva ammettere che al papa si potesse togliere Roma.
Eruditissimo, ma con conoscenze più vaste che profonde, dovette la sua maggior fama all'audace compilazione della notissima Storia universale, cui s'accompagnarono una Storia degli Italiani* lavori particolari come la Storia di Como il Sacro Macello di Valtellina, La Lombardia nel secolo XVII, Ezzelino da Romano, gli Eretici a" Italia e monografie su uomini e cose del Risorgimento {L'abate Parini e la Lombardia del suo secolo, Beccaria e il diritto penale, Vincenzo Monti e Vetà che fu sua, Corrispondenze di diplomatici della repubblica e del regno d'Italia, Il Conciliatore e i Carbonari ecc.). Più tardi stese anche una narrazione compinta del Risorgimento, quella Croni' storia della indipendenza italiana, che fu subito giudicata opera non serena e colpita da fierissime censure per lo spirito eccessivamente conservatore e clericale, per l'atteggiamento continuamente polemico e contradittorio, tanto che il De Sanctis arrivò a definire l'autore reazionario in maschera di liberale.3) Perchè nel Cauto accanto alla innegabile conoscenza del mestiere (Nessuno di quella scuola fu più professionalmente storico di lui riconoscerà il Croce) si nota una singolare mancanza di umanità e di generosità: la passione gli diventa acrimonia, gli sdegni patriottici di un Gnalterio, di un Vecchi, di un Anelli, di un Belviglieri gli si mutano in rancori personali, l'obiettività si fa puntiglio e la maldicenza ispira spesso il giudizio. Che non è, perciò, neppur più di tribunale, ma di solo pubblico ministero, o di Monsignor Fiscale Generale, come si sarebbe detto in Sagra Consulta.*)
i) D. BÀTTAINI, Manuale di metodologia cit,, p. 323.
2) Ved. il giudizio complessivo di B. Croce, Storia della storiografia cit., I, pp. 197-207.
3) Della indipendenza italiana* Cronistoria, Torino, 1872-1877, 3 voli.
4) Ved. il tono che usa nel parlar di sé e del suo intento in Della indipendenza cit., I, pp. 5455, e il giudizio aspro e denigratorio di IH, pp. 529531.