Rassegna storica del Risorgimento

STORIOGRAFIA
anno <1941>   pagina <419>
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Introduzione {alla buona) al Risorgimento 419
L'opera, che abbraccia il perìodo 1796-1870 (precedono due larghi capitoli sullo viluppo delle idee di nazionalità e di indipendenza e sulle condizioni italiane nella età delle riforme) presenta ha scritto il Masi tutta la rivoluzione italiana come una continua e immorale violazione del diritto, come una continua giunteria, una continua insidia tesa a poteri ingenui, che tutti si lasciano sorprendere e non puniscono traditori e ribelli, se non proprio per forza, e ne impiccano e ne fuci­lano, o ne ghigliottinano sempre pochi (tira anche il conto) in confronto ai moltis­simi, che se lo sarebbero meritato . La Cronistoria è cosi lo sfogo di un amor pro­prio offeso che vuol vendicarsi e trascende in orgoglio smodato, come se lui solo avesse veduto chiaro e fuori di lui, nessuno avesse avuto la lucida visione di quanto veramente era utile.1)
Anche se il giudizio del Masi che l'insieme del quadro è di mano maestra sia troppo favorevole e il Croce ci abbia ammonito a non prender troppo alla lettera il consiglio carducciano di leggere l'opera del Cantù perchè vi s'impara assai, sal­vando, s'intende quello che va salvato, resta pur sempre che in quei tre volumi l'autore si è giovato largamente di importanti documenti che potè conoscere come direttore dell'Archivio di Stato di Milano e delle sue interessanti esperienze perso­nali. Opera di tendenza più che di storia, ma come tale non priva di una sua uti­lità documentaria e, quindi, da non dimenticarsi dallo studioso, allo stesso modo come non va dimenticato il Memorandum di Clemente Solaro della Margherita. Ma con questo, intendiamoci bene, non invitiamo alcun giovane o ringiovanito scrittor di storie a riscoprire anche gli invidiosi veri della Cronistoria e a curarne una ristampa. Audialur et altera pars, ma convinciamoci che si va avanti ugualmente anche se certi libri li andiamo a consultare in biblioteca.
Con la Storia del Belviglieri, nella quale si accoglie la invocazione mazziniana che sia rifatto nell'Italiano l'uomo, e con la Cronistoria del Cantù, in cui il Giusti avrebbe ravvisato derise polemiche indigeste, ci si avvia ormai alla storia degli storici, anche se qualche altro testimone ed attore abbia delineato sull'esempio di altri testimoni ed attori il quadro degli eventi dei quali era stato contemporaneo e qualche storico si sia ancora troppo spesso ricordato di essere stato testimone ed attore. Poiché non dob­biamo mai dimenticare che la storiografia nasce dalle passioni e per le passioni degli nomini, dai loro interessi e pei loro interessi, e si lega strettamente alla vita e ai suoi bisogni,2)
ALBERTO M. GHISAI-BERTI (Continua).
0 MASI, La storia cit., pp. 69-72. Ved. anche CROCE, Storia cit., I, pp. 204-205, Su quella che Amedeo Crivellucci avrebbe chiamata la fede storica del Cantù e sugli strani procedimenti di archivista e di storico di lui ci reca buona testimonianza un maestro in fatto di ricerche archivìstiche, Alessandro Luzio. Ved., infatti, quanto ci dice delle scorribande tumultuarie e dell'<< arbitrario soggettivismo dell'autore del Conciliatore e i Carbonari, che non esitava ad inviare direttamente al tipografo gli originali di molti documenti non senza aver scarabocchiato qua e là i suoi commenti in cappello od in coda, A. Luzio, // processo PeUico-Maroncelli secondo gli atti ufficiali austriaci, Milano, 1903, pp. 7-8.
2) CROCE, La storia come pensiero,. eco*, cit., p. 299.