Rassegna storica del Risorgimento
STORIOGRAFIA
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1941
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pagina
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424
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424 Libri e periodici
Sommi-Picenardi, e articoli della non critica Rivista illustrata del S. M. 0. di Malta. Stranissimo, in una storia particolare, l'uso della Stona Universale del Cantò
Il Monterisi nel secondo volume che copre il periodo dalla caduta di Rodi ai giorni nostri non si mostra più agguerrito. Al Bosio, coni' è naturale, aggiunge il Dal Pozzo e il Panzavecchia, e tocca talora la secondaria fonte del Boisgeliu. Ignora tutto il materiale venuto alla luco nei dieci volumi daWArchivio Storico di Molla, poderosa espressione dell'interesse che un gruppo di patrioti e di studiosi ha tenuto vivo, con rigore scientifico, in Italia intorno agli studi maltesi, e che rappresentano il primo segno di una storiografia del soggetto che ai sollevi sulle scombiccherature dei soliti compilatori. Né la nota collezione pubblicata a Malta, VArchivum Meliiense, è giunta a notizia del nostro, se non per estranei richiami. Storici del periodo più recente della storia di Malta e dell'Ordine, dal Doublet allo Zarb, al VilleneuveBargcmont, al Micge, allo Hardmann, al Pierredon, e, perchè no ?, in quel che ha di buono, al Viviani, alla Schemerhorn, sono coinvolti nello stesso immeritato oblio. Specialmente singolare, quando si prende per fonte storica il noto romanzo dell' Ifigenia Zauli-Saiani, noto, si capisce, come spesso accade ai frettolosi compilatori, attraverso una citazione altrui, quella del de Toulgoet nel suo saggio su Les responsabilités de la Capìtulation de Malte en 1798!
Cosa ne sia venuta fuori, con questa indulgente preparazione, s'immagina meglio che non si dica. Un'analisi critica dei particolari non si farebbe sul testo dei due autori, ma su quello venerando dei tre principali storici da essi presso a poco riassunti. E sarebbe certo utilissimo. Ma è quello che ci saremmo precisamente aspettato dal Bot-tarelli e dal Monterisi. Dei due, ripetiamolo, a onor del vero, il primo si è dato, per un tratto del lavoro, maggior briga di riscontri e di discussioni, e se non ha creduto, il più delle volte, impegnarsi a fondo, ha, tuttavia, mostrato d'intendere la responsabilità di una trattazione del genere. Ma poi anch'egli è rimasto vittima della fretta. Evidentemente, si voleva giungere in tempo con gli eventi politici per assicurarsi un successo editoriale. La stampa dei volumi è terminata il 16 maggio. Desiderio, del resto, lodevolissimo. E assai ci sarebbe piaciuto che Quest'allineamento della forza morale del vetusto Ordine con quelle più vive e moderne contro l'usurpatore dell'arcipelago maltese fosse giunta, in momento propizio, e in nobile forma. Ma non si poteva, allora, pubblicare un sommario, più ampio di quello del Rossi, meno faticoso, tuttavia, e più chiaro, e, sopra tutto, senza impegni scientifici, che poco tempo e scarsa preparazione non potevano soddisfare? E meglio ancora, ristampare, con ampie note critiche, e appendici di documenti, i vecchi storici dell'Ordine. H Bosio è rarissimo; tanto che, come abbiamo visto, anche i due compilatori non hanno saputo schivare il pericolo d* ignorarne la forma definitiva e migliore. H Dal Pozzo, poi, è addirittura irreperibile nel commercio antiquario. Un'edizione critica, maneggevole, di bella stampa, avrebbe fatta la delizia di bibliofili, di studiosi, di comuni lettori, e soddisfatta anche l'attesa di moltissimi membri dell'Ordine, e rimesse in luce, a un tempo, l'antica gloria dei Cavalieri, l'italianità dei loro storici, e la certezza che, anche nei secoli del dominio gerosolimitano, Malta restò unita alla cultura italiana per indissolubili vincoli di ogni genere. Così, invece, nulla di queste belle cose: e non ci resta che sconsigliare a chi legge la faticosa impresa di volgere queste troppe e non mature pagine, e ricordare che meglio, e con più profitto si leggono quelle, non certo eleganti, ma di più antica e sicura passione dei nostri vecchi del Cinque e del Settecento. Cui poi bramasse eleganza e robustezza, e passione veramente italiane, si legga la storia del Grande Assedio maltese del 1565 nella Istoria dei suoi tempi di Giambattista Adriani. E non avrà perduto il suo tempo. Perchè, poi, la vera grande benemerenza dell'Ordine sta nell'aver diretta quella massima, e memorabile resistenza della civiltà cristiana e italiana all'impeto ottomano. Il resto, magnifico nel suo genere, appartiene a un mondo tramontato, e chiede più la penna del poeta che quella dello storico. Ma a che vado, proprio ora, e per i cavalieri dall'ottagona croce, ripetendo il disperato appello a una poesia di gesta ? Tempus est agendi, et tempus canendi.