Rassegna storica del Risorgimento

STORIOGRAFIA
anno <1941>   pagina <428>
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428 Libri e periodici
prevalentemente del colore delle umane passioni, e che sanno esprimere un mondo tratto dalla storia ma rivissuto da essi, mettendo a profitto le risorse di ano stile efficace e i segreti che può avere un'armoniosa e clamorosa arte narrativa,
E però noi abbiamo già indicato, a un di presso, il genere a coi appartiene lette­rariamente questa opera intorno a Napoleone e ai suoi stanchi collaboratori.
Per quel che riguarda il valore intrinseco, dal punto di vista storico, dell'opera stessa, noi osiamo dire che 1* interpretazione psicologica che il Dupont si compiace di dare ai suoi personaggi ed agli eventi che essi recitano, non offende la verità della storia; noi diciamo cioè che 1* interpretazione soggettiva si mantiene in un rispettoso rapporto con la verità storicamente intesa. E ciò non è poco, quando si pensi che abbondano lavori dove l'interprete, ossia l'autore, pur professandosi alunno della storia, la copre di gratuite offese ad ogni pagina, truccando la verità nella maniera pia sconveniente.
Quasi a mostrare i suoi buoni rapporti con la ricerca storica normalmente intesa, il Dupont premette al suo volume un elenco dei venticinque marescialli dell' Impero con opportune note dichiarative per ciascuno; note che per alcuni di essi vengono sviluppate alla fine del volume.
Leggano dunque questo libro e ne trarranno per certo godimento ed anche profitto coloro soprattutto che non sanno allontanarsi da certi sconclusionati sce­nari polizieschi, o da certe non meno cervellotiche storielle infranciosate di basso reto­ricume o di sgraziati terrorismi o di intollerabili sentimentalismi. Leggano libri come quello del Dupont anche i giovanissimi che potrebbero trovarvi un buon incentivo a studiare e ad amare la storia. Poiché, in verità, questo libro del Dupont, egregia­mente architettato e stilisticamente curatissimo, sopra le altre pubblicazioni che ora abbiamo ricordato, napoleonicamente come aquila vola. Pnrun 7AMA
CABLO AGHATI, Giuseppe Sirtori il primo del Mille, a cura di A. OMODEO; Bari, Laterza, 1940, in 8, pp. VHI-302. L. 25.
Leggendo i due grossi volumi che l'Agrati dedicò alla spedizione dei Mille e notando come egli si fosse basato principalmente sulla documentazione dell'archivio Sirtori conservato all'Ambrosiana di Milano, sperammo che egli si sarebbe accinto alla stesura della biografia del generale. Questo desiderio è stato esaudito, ma, purtroppo, fu anche l'ultimo lavoro che 1*Agrati potè dare agli studiosi del Risorgimento, perchè la morte lo colse sulla breccia, mentre stava per iniziare la correzione delle bozze del volume. Grati dobbiamo essere quindi ad Adolfo Omodeo che si è addossato il lavoro della revisione facendo sì che tanta fatica non andasse perduta.
Il volume è basato quasi unicamente sull'archivio personale di Giuseppe Sirtori, e ci fa, perciò, conoscere la vita del patriota lombardo in tutti i suoi particolari più intimi e familiari, Alcuni documenti sono riassunti, altri pubblicati integralmente o parzial­mente, senza, purtroppo, nessuna indicazione bibliografica anche per i già editi. L'A. non si lascia prendere la mano dal personaggio per definire la sua azione nel momento storico in cui agì. Alcune volte notiamo lacune dovute alla mancanza di documentazione diretta, e questo specialmente quando non fatti estrinseci, ma problemi morali e psi­cologici influirono sull'atteggiamento del Sirtori, come, per esempio sulla sua crisi religiosa.
Concordiamo, fjuindi, con quello che scrive l'Omodeo nella prefazione e ricono­sciamo che questo era argomento delicato ed estremamente difficile ed è forse meglio l'A. lo abbia trascarato anzi che tentare di spiegarlo senza una conoscenza profonda del pensiero del Lamennais e del suo ambiente parigino, ambiente col quale il Sirtori fu in stretto contatto, corno dimostrano i documenti che pubblica lo stesso Agrati. Fu in questa dottrina che il Sirtori riuscì a trovare l'accordo fra la fede cristiana, che non gli venne mai meno, ed 11 desiderio vivo di agire per la sua patria, Ubero dagli impedimenti