Rassegna storica del Risorgimento
STORIOGRAFIA
anno
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1941
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pagina
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429
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Libri e periodici 429
dell'abito di sacerdote cattolico. E Ai questa sua religiosità che lo rese moralmente superiore, ma troppo spesso amareggiato e combattuto da coloro che, pur militando politicamente nel suo stesso campo, provenivano da educazione diversa. Ecco perchè egli avrebbe dovuto trovare un vero compagno in Giuseppe Mazzini. E osiamo dire che la ragione del distacco suo dall'apostolo non pud essere dovuta soltanto ad un fatto contingente, come la firma di un manifesto senza previa consultazione del Comitato nazionale italiano e neppure al timore di una dittatura mazziniana. Ecco un punto sul quale avevamo sperato di trovare spiegazione in questo volume e che invece ci lascia ancora perplessi. Sirtori rimase sempre cristiano, anche se non cattolico praticante, e la filosofia mazziniana non poteva appagarlo, né egli poteva trascurare questa filosofia per trovare un accordo solo nel campo politico. Mazzini scambia la rivoluzione politica opera di domani colla rivoluzione filosofica e religiosa, opera di secoli... 0 falso profeta di Dio e del Popolo!... Il popolo italiano ha buon senso e apprezzerà quel che vale codesta religione, codesta politica, codesta rapsodia da pseudoprofetai: sono sue parole del 16 agosto 1851, nella lettera colla quale abbandona il movimento mazziniano.
Più completa è, invece, la descrizione del suo conflitto con i murattiani e con gli altri esuli italiani a Parigi, ricca di particolari la dolorosa permanenza nel manicomio di Bicétrc, dove avevano rinchiuso chi aveva osato sfidare a duello un cugino dell' Imperatore 1
Le vicende della vita del Sirtori che vengono dipinte più efficacemente sono, ed è giusto, quelle militari: Venezia, spedizione dei Mille, Custoza, colla sua interminabile polemica, che nel volume viene ampiamente illustrata perchè amareggiò gli ultimi e meno noti anni del generale, quando tutto poteva far supporre che la sua vita dovesse trascorrere tranquilla, senza le preoccupazioni morali e materiali della giovinezza.
La distinzione di una parte delle carte non ci permette di seguire la vita sentimentale del Sirtori. Le lettere che l'Agrati pubblica ci fanno, però, conoscere la sua famiglia, sana famiglia della campagna lombarda, che lo aiutò senza discutere nei momenti duri dell'esilio, senza chiedergli perchè cambiasse tanto spesso l'indirizzo della sua vita, forse coll'oscura sensazione di fare cosi qualcosa per quella idea, per quella patria alla quale Giuseppe dedicava tutta la vita. EMTTJA MORELLI
FRANCO VALSBCCEU, L'unificazione italiana e la politica europea: dalla guerra di Crimea alla guerra di Lombardia, 1854-59 Milano, Istituto per gli Studi di Politica Internazionale. 1939, 1 voi. in 16. pp. 422.
Questo Volume fa parte della collezione Documenti di storia e di pensiero politico, diretta da Gioacchino Volpe, collezione che pur avendo pochi anni di vita, si è già arricchita di diversi volumi, tutti di primaria importanza. Suo scopo è quello di offrire i documenti più significativi a tutti quelli che vogliono avere una conoscenza diretta di certi avvenimenti, di certe questioni, di certi periodi storici: offrire cioè tutto quello che è essenziale e che può dare un'idea, naturalmente sintetica, ma anche completa.
Il Val secchi non ha bisogno di presentazione. Egli è già noto ai lettori della Rassegna per lo studio sulla Mediazione europea e la definizione dell'aggressore alla vigilia della guerra del 1859 (giugno-agosto 1937). ed ha compiuto larghe ricerche sugli avvenimenti dì quell'anno, ricerche che si sono estese anche ai documenti dell'archivio di Vienna. In questo volume ha raccolto tutto quello che può bastare a darci una prima idea della preparazione del 1859 e delle vicende europee che ad essa sono strettamente connesse Sono carteggi diplomatici, brani di diari, discussioni, padani en-tari, tutto quello, insomma, che apre uno sprazzo di luce su quello che si preparava, sui progetti che si facevano, sull'atteggiamento delle varie cancellerie europee, sui contrasti che sorgevano ad ogni pie sospinto e che alimentavano, sospetti, diffidenze, manovre, contromanovre, ecc. Incomincia dal primo urto fra Piemonte ed Austria a proposito del sequestro degli emigrati nel 1853, dai primi segni di interessamento