Rassegna storica del Risorgimento
STORIOGRAFIA
anno
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1941
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pagina
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432
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4)32 Libri e periodici
introdotti i seguenti elementi che sono veri e propri inconfondibili attributi di un potere sovrano e cioè: il riconoscimento esplicito degli onori sovrani al Sommo Pontefice; l'autorizzazione di tenere Corpi armati anche di origine straniera per la sua difesa; una lista civile e sopra tutto il diritto attivo e passivo di legazione, nel quale diritto si manifesta uno dei massimi attributi di un potere sovrano e come tale internazionalmente riconosciuto. La legge delle Guarentigie aveva creato, per tre quarti, una sovranità de jure, e, per il resto, l'aveva creata de facto, poiché sul territorio vaticano, nel quale i Papi restarono dal '70 in poi, non vi fu mai atto del Governo italiano, after mante la sua sovranità. Il Portone di Bronzo non fu mai varcato da funzionari od autorità dello Stato italiano; non era l'ingresso a un Palazzo, ma il confine di uno Stato. Che il Governo del 1870 non avesse intenzione alcuna di allontanare il Papa da Roma, per spodestarlo come Sovrano e togliergli anche la Reggia, è dimostrato dal fatto che il ministro degli Esteri del tempo, ViscontiVenosta, dichiarava alle Potenze che la Città Leonina sarebbe rimasta sotto l'assoluta sovranità della Santa Sede, Ne consegue che, se la Santa Sede avesse accettato di trattare sulle basi della circolare ViscontiVenosta, il territorio della Città del Vaticano sarebbe stato ben più vasto e bea più popoloso dell'attuale, ridotto, per desiderio della Santa Sede stessa, ai termini più esigui dal punto di vista territoriale?. .
E però, diplomaticamente esaurito l'opposto vociare polemico, cavallerescamente ed equamente composta l'annosa vertenza non troppo lontana ed estranea, giova ricordarlo, da tutte le altre solite a dividere due massimi poteri, fatti per comprendersi ed appoggiarsi a vicenda, converrà pur riconoscere, da un punto di vista obbiettivamente storico, che, a causa delle note vicende dell'altro secolo ed in grazia dei Patti Latera-nensi, la millenaria e veneranda potestà civile dei Sommi Pontefici non è spenta, ma si è andata limitando, all'attuale territorio dello Stato della Città del Vaticano, e, cioè come troppo ben diceva Pio XI, a quel tanto di territorio che [basta] come supporto della sovranità stessa; quel tanto di territorio, senza del quale questa non potrebbe sussistere, perchè non avrebbe dove poggiare.
E, infine, tornando all'opera, veramente utile anche ai nostri studi, oltreché a quelli di diritto ecclesiastico e di diritto internazionale, un ultimo pùnto riteniamo utile chiarire. Il dotto A., infatti, trattando della Convenzione di settembre, afferma, per evidente svista e facendo suo vecchio luogo comune, che fra i volontari* pontifici gli stranieri, o, meglio, come egli scrive, i Francesi, eran parte preponderante. E, viceversa notissimo, che parte preponderantefuron sempre gli Italiani. Cosi, ad esempio, nel 1859, su un totale di circa 17.000 uomini, aveansi 12.000 italiani circa, contro circa 5000 esteri* quasi tutti svizzeri; nel 1867, su un totale di circa 12.981 individui, 8357 circa erano italiani, e circa 4624 di diverse altre nazionalità; e, finalmente, nel 1870, su un numero complessivo di circa 13.624 uomini, ben due terzi erano italiani, superando questi di circa 4000 gli esteri, fra i quali figuravano in ordine di quantità francesi, belgi, olandesi, tedeschi, svizzeri, canadesi ed americani del nord, oltre a non molti inglesi, russi, spagnoli, portoghesi, nonché 3 turchi, 4 tunisini, 3 siriani, 1 peruviano, I messicano, 2 svedesi ed 1 nativo della Nuova Zelanda. PAOLO DALLA TORBE
BICE RIZZI, Pagine del Risorgimento. Quaderno di Trentino'-, Trento, Tip. Invalidi e
mutilati, 1940, a.. XIX, pp. 68. L. 5
È il secondo quaderno che la infaticabile direttrice del Museo Trentino del Risorgimento pubblica a tre anni di distanza dal primo, pure qui da noi e meritatamente segnalato. I quindici saggi riccamente illustrati che lo compongono, apparsi già tranne tre pubblicati per la prime vòlta - in Trentino e in Camicia Rossa, sono raccolti col riescito intento di esaltare con l'amore per la terra natale i vari aspetti del fervore nazionale trentino, trasportandoci in un'atmosfera di alta poesia e di spirituale elevazione patriottica. Anche la Bcelta degli argoménti è stata felice; nelle pagine del