Rassegna storica del Risorgimento

STORIOGRAFIA
anno <1941>   pagina <449>
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Vita dell'Istituto
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Grande genovese negò questa qualità; ma ai pud con .sicurezza un'ormare ohe filosofo egu fa. se sì prende il vocabolo filosofo nell'accessione pitagorica di amante della saggezza.
Proseguendo, l1aw. Danò passa ad istituire un parallelo fra i principi della dottrina mazziniana e quelli della dottrina fascista, traendone la conseguenza della loro per­fetta identità. Come, infatti, concepì la vita Giuseppe Mazzini? Ecco: La vita emis­sione. Ogni altra definizione è falsa e travia chi raccerta. E il fine è uno solo: svolgere, porre in atto tutte le facoltà che costituiscono la natura umana e far si che convergano armonizzate verso la scoperta e l'applicazione pratica della legge. Ancora: La vita è missione e quindi il dovere e la sua legge suprema. Nell'in tendere questa missione e nel compiere quel dovere sta per noi il mezzo di ogni progresso futuro. Ed ecco l'impera­tivo categorico del Fascismo, espresso con le parole stesse di Mussolini: Il credo del Fascismo è l'eroismo; quello del borghese è l'egoismo. Poi: lì Mondo per il Fascismo non è questo mondo materiale che appare alla superficie, in cui l'uomo è un individuo separato da tutti gK altri e per sé stante, ed è governato da una legge naturale che istintivamente lo trae a vivere una vita di piacere egoistico e momentaneo. L'uomo del Fascismo è individuo che è nazione e patria, legge morale che strìnge insieme individui e generazioni in una tradizione e in una missione, che sopprìme l'istinto della vita chiusa nel breve giro del piacere per instaurare nel dovere una vita superiore, libera dai limiti del tempo e di spazio; una vita in cui l'individuo attraverso l'abnega­zione di sé, il sacrificio dei suoi interessi particolari, la stessa morte realizza queUa esistenza tutta spirituale in cui è il suo valore di uomo .
Il ricorso della concezione mussoliniana è perfetto. Nell'un caso e nell'altro, siamo ben lontani dal fine utilitaristico su cui fondarono le loro teorìe il Bentham e il SaintSimon, il Fourier e POwen.
Ma non è questa la sola identità concettuale delle due dottrine. Ad esempio, i due punti di vista collimano nella interpretazione della parola Libertà e nell'uso che di questa è ragionevolmente consentito. Scrisse il Mazzini: La democrazia non è libertà di tutti, ma governo consentito uberamente da tutti, operante per tutti. Il mondo ha sete in oggi, checché per altri si dica, di autorità. Le agitazioni, le insurre­zioni sono dirette, non già contro l'idea, ma contro la parodia del potere, contro un fantasma d'autorità, contro forme incadaverite dalle quali non può uscire oggi mai eccitamento, fecondazione alla vita. Il Fascismo, per conto suo, ha ucciso la libertà che cozza contro l'autorità, non già quella che esclude la responsabilità, che questa, anzi, riceve dalla dottrina fascista pia forte incremento.
Identico, inoltre, nelle due dottrine, é il concetto di Unità: unità da raggiun­gersi non attraverso la lotta di classe, bensì mediante l'associazione. Scrìsse il Mazzini: Dio vi ha fatto sociali. Voi dunque avete dovere di associarvi e di progredire quanto comporta la sfera d'attività nella quale le circostanze vi collocarono, e avete diritto a che hi Società alla quale appartenete non v' impedisca nella vostra opera di associa­zione e di progresso, v'aiuti in essa e vi supplisca, quando i mezzi di associazione e di progresso vi manchino. La libertà vi dà facoltà di scegliere tra il bene ed il male, cioè tra il dovere e l'egoismo. L'educazione deve insegnarvi la scelta. Dove una sola di queste condizioni è tradita o negletta non esiste uomo né cittadino 0 esiste imperfetto o inceppato nel suo sviluppo.
Mazzini negava che in Savoia esistesse una nazionalità francese, perchè asse­riva la lingua non batta per determinare la nazionalità.-Ma, avvertendo che Nizza e ViOafranca sul mare realizzerebbero l'assioma imperiale francese. Il Mediterraneo è un lago francese, si ribellava al pensiero che la Francia dovesse detenere tali città. Sono disgustato scriveva dell'apatia per Nizza. 0 che Nizza non è italiana? l'unità d'Italia non 2 il nostro ideale? Può essere l'Italia una senza una parte sua?. E le seguenti parole rispecchiano le opinioni del grande Patriota in fatto di politica coloniale: Nel moto inevitabile che chiama l'Europa ad incivilire le regioni africane,