Rassegna storica del Risorgimento
STORIOGRAFIA
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1941
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452
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Vita dell'Istituto
Sono stati inaugurati nell'occasione due ricordi marmorei: uno sulla facciata d'ella Rocca Estense* e l'altro nella casa dove il Compagnoni ha avuto i natali. Eia presente anche una rappresentanza della città di Reggio.
II discorso celebrativo è stato tenuto dal prof. Paolo Biagiui, R. Provveditore agli studi della provincia di Ravenna.
Nell'occasione Q dottor Michele Rossi ha ristampata una sua biografìe sul Compagnoni.
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ROMA. Il 15 marzo scorso, nel salone, gentilmente concesso dall'Accademia di San Luca in Roma, Corrado de Biase, per invito del Comitato Romano, ha parlato sul tema: I/arresto di Garibaldi nel settembre 1849.
L'oratore ha da principio rievocato i particolari dell'episodio a Chiavari e a Genova nei giorni 57 settembre 1849, desumendoli dai documenti dell'Archivio di Stato di Torino, finora non interamente messi in luce e da altre fonti. Ha quindi illustrato l'interessantissima discussione del provvedimento che si svolse nella Camera Subalpina, sia sotto l'aspetto giuridico che quello politico, discussione appenna accennata dai moltissimi biografi di Garibaldi; ed ha seguito l'Eroe passo passo nella sua odissea dalla breve visita a Nizza, a Cagliari, a Tunisi, poi di nuovo a Cagliari, olla Maddalena, a Gibilterra e finalmente a Tangeri.
Esposto cosi l'episodio nel suo reale svolgimento, l'oratore ha indagato i motivi essenziali del provvedimento, ricercandoli nelle condizioni politiche interne del Piemonte e nei suoi rapporti con l'Austria e la Francia, e mettendo in evidenza che l'episodio garibaldino rappresenta un momento singolarmente importante nella politica piemontese del 1849, in quanto la fermezza del Governo di fronte all'opposizione parlamentare fu il primo deciso sintomo del nuovo indirizzo del Gabinetto D'Azeglio, che cuhnind nello scioglimento della Camera e nel proclama di Moncolieri.
Con una felice perorazione, l'oratore, dopo aver rilevato che agli italiani di oggi e toccato 11 compito di condurre a termine la liberazione e l'unità della patria, ha concluso rappresentando la figura di Garibaldi, quale si desume dai particolari dell'episodio, come il cittadino da imitare in questi gravi momenti, pronto ad accettare tutti i sacrifizi, obbediente al Sovrano ed al Governo, propugnatore di concordia, pieno di fede nei destini della nazione.
L'affollato uditorio, in cui si notavano senatori, consiglieri nazionali, accademici di San Luca, rappresentanti della Legione Garibaldina, dei Comitati d'Azione nizzarda e della Federazione Combattenti, ha vivamente applaudito l'interessantissima conferenza.
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SALERNO. Il Comitato ha provveduto ad arricchire la propria biblioteca di nuove pubblicazioni ed ha continuato l'accertamento del materiale archivistico esistente presso privati della provincia. In particolor modo ha dato impulso alla ricerca di autografi, ritratti, cimeli ed armi che verranno raccolti nel Museo provinciale del Risorgimento.
Tra le altre iniziative ha promosso la traslazione delle lapidi che ricordano Gian-froncesco Conforti e i martiri del 1828. Ed ha deliberato di farsi promotore di una sottoscrizione per una lapide a ricordo dei nove garibaldini della provincia che hanno preso parte alla spedizione dei Mille.
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TRAPANI. La nuova Consulta del Comitato risulta così composta: aw. prof* Pietro Drago, presidente, in sostituzione del dimissionario avv. Gaetano Messina; conte Enrico FardeHa di Torre Arsa, vicepresidente} can. Michele Ongano, bibliotecario