Rassegna storica del Risorgimento

STORIOGRAFIA
anno <1941>   pagina <453>
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Vita dell'Istituto
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della Comunale Fardelliana, àvv. Leonardo Bonanno, bibliotecario della Comunale di Mazara, prof. Giuseppe Cottone, consultori; prof. Francesco De Stefano, segretario. Aggregati alla Consulta nono il dott, Giacomo Giustina di Marsala, il R. Provveditore agli studi e i Presidi dei RR. Istituti di istruzione media di Trapani.
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TRIESTE. - Il 27 dicembre u. s. si è spenta una delle più nobili figure del movi­mento irredentista, il garibaldino di Grecia Leone Veronese, che fu anche trai fondatori del Comitato di Trieste del nostro Istituto. Sin dagli anni giovanili aveva militato nelle file del Partito Nazionale, collaborando al battagliero giornale irredentista L?Indipendente, diretto dal letterato e garibaldino Giuseppe Caprin. Socio attivis­simo della Lega Nazionale, membro del Circolo Garibaldi, agente del Comitato delle Alpi Giulie, come tale nel 1896, all' indomani di Adua, si fece promotore della coniazione di un'artistica medaglia da offrire agli ufficiali reduci dall'Africa con la dedica Ai fratelli caduti in Africa per il nome d'Italia, i triestini che al valore italiano chiedono la redenzione. Legato d'amicizia con Eugenio Popovich D'Angeli, gari­baldino triestino del 1866, giornalista, avvocato e ministro d'Italia nel Montenegro, prese parte attiva a tutte le manifestazioni pubbliche e segrete dell'irredentismo giu­liano, che aveva il suo centro a Trieste. Fu tra i promotori della coniazione- di una medaglia per la commemorazione del cinquantenario dello Statuto colla figurazione di Trieste che tende le braccia alla Madre Patria e con la scritta augurale Commemo­rando il patto a guarentigia della libertà d'Italia votato dal Popolo e dal Re Trieste attende. Ebbe anche parte importante nella preparazione del memorabile convegno di tutti i deputati e podestà giuliani a Trieste il 15 gennaio 1899 per protestare contro l'istituzione di un ginnasio slavo nella italianissima Pisino d'Istria.
Nel 1897 ricevette da Ricciotti Garibaldi l'incarico di reclutare volontari a favore della Grecia in lotta coi turchi. Compiuta la sua missione, raggiunse il corpo di spedi­zione garibaldino e combattè a Domokos nella prima compagnia, composta quasi tutta di irredentisti. Caduto gravemente ferito alle gambe, al fianco del deputato romagnolo Antonio Fratti, rimase per lunghi mesi tra la vita e la morte e per due anni dovette portare le gruccie. Nel 1915 fu tratto in arresto e deportato in un campo di concentramento. Con la stessa passione si iscrisse al Fascio di Combattimento nel 1920. Collaboratore di numerosi giornali e riviste, negli ultimi anni aveva pubblicato tre notevoli opere sul movimento irredentista: Vicende e figure delV irredentismo giu­liano, L1Indipendente storia di un giornale Ricordi di irredentismo. Recentemente era stato nominato Presidente della Legione garibaldina, sezione di Trieste.
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UDINE. Il generale conun. prof. Cesare Bolla, nell'adunanza pubblica del 30 aprile u. s. all'Accademia di Scienze, lettere e arti, ha tenuto una interessante ed applaudita lezione su: Napoleone in Friuli. Questa conferenza fa parte di un cielo sul Frinii nel Ri sorgi mento promosso dal nostro Comitato.
Egli ha cominciato col rilevare che la Campagna di Napoleone I in Friuli si inquadra in quella mirabile impresa bellica, che la Campagna del 179697 in Italia e nella quale rifulse per la prima volta il genio militare del Gran Corso. Essa ha i suoi precedenti nella Battaglia strategica di Montenotte, mentii Buonapnrte,mettendo fine all'inconcludente guerra di cordone dai suoi predecessori, con la manovra centrale ottiene la separazione del Piemontesi dagli Austriaci loro alleati ed applicando una classica manovra per linee interne, batte i Piemontesi e fa del Piemonte una solida base per il proseguimento delle operazioni.
Invade quindi la Lombardia, varca di sorpresa il Po, batte gli Austriaci a Fombio e a Lodi costringendoli a ritirarsi oltre il Mincio, fa della Lombardia la sua seconda