Rassegna storica del Risorgimento
STORIOGRAFIA
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1941
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Vita deWIstituto
bue di operazione e, dando assetto al paese, si mette in evidenza anche come capiente uomo politico.
Passato il Mincio di viva forza con ima brillante manovra centrale, blocca la piazzaforte austrìaca di Mantova e, durante il blocco, applicando sempre in modo splendido il principio di opporre la mossa alle frazioni che il nemico mette successivamente in azione, fa fallire i quattro tentativi che l'Austria compie per liberare quella piazza, finché la prende per fame.
Padrone dell'Alta Italia, alla testa del Corpo del Friuli, che pone sotto il suo diretto comando, egli inizia la marcia su Vienna invadendo la terra friulana. Invano gli Austriaci si oppongono a lui a Sacile sulla Livenza, a San Vito, a Valvasoue e a Codroipo presso il Tagliamcnto, a Gradisca sull'Isonzo; al suo luogotenente Guyeux alla Chiesa di Plezzo sulla Coritenza; al suo braccio destro Masseria a Chiusaforte nel Canale del Borro e a Malborghetto in Val Canale nonché al Joubert a Bolzano. Invano l'arciduca Carlo, il migliore dei generali austriaci e suo emulo, si oppone alla sua decisa volontà di occupare tutto il Friuli, di varcare le Alpi Giulie e di raccogliere le sue forze nella conca di Klangenfurt, ove darà la battaglia decisiva. Egli travolge oppure gira ogni ostacolo e la sua avanguardia giunta al passo del Sommenring, dopo meno di un mese dall'entrata in Friuli, è in vista di Vienna.
Questo è l'obiettivo assegnato a Napoleone dal Direttorio della Repubblica Francese: esso dovrà essere il premio delle sue vittorie; la sua ambizione e la sua brama di gloria lo spingono a scendere dal Sommenring sul Danubio e coronare la Campagna con un ingresso trionfale nella capitale nemica. Come resistere a tanta seduzione ?
Ma in Napoleone ha rilevato il generale Boffa sul cuore caldo dell'uomo, prevale la mente fredda dello stratega: la ragione strategica gli vieta sia di andare ad affrontare, coi soli 40.000 uomini rimastigli, una grande battaglia in pianura: sia di fermarsi in Carinzia, sia di tornare in Friuli. Ed ecco la sua proposta di armistizio allo arciduca Carlo, proposta in cui la ragione strategica, per motivi ovvi non palesabili. viene accortamente camuffata con ragioni umanitarie di Leouben, a cui seguirà l'abboccamento di Palm anova con gli ambasciatori della Repubblica Veneta e la cancellazione di questa dal novero delle Potenze europee.
H generale Boffa della cui interessante lettura ubiamo voluto dare un largo cenno desumendolo dai giornali locali è stato vivamente applaudito.
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PER LA BD3LIOTECA DELL' ISTITUTO. - Si pregano ancora una volta i soci che abbiano compiuto studi di Storia del Risorgimento di voler far dono delle proprie pubblicazioni alla Biblioteca dell'Istituto. Uguale preghiera si rivolge agli antichi collaboratori della Rassegna Storica del Risorgimento* agli studiosi che abbiano eseguito ricerche sul materiale archivistico oggi depositato presso il Museo Centrale del Risorgimento in Roma e un tempo presso la Biblioteca di Storia del Risorgimento. Cosi pure sarà molto gradito il dono di annate o fascicoli delle antiche riviste consacrate agli studi sul Risorgimento.
NUOVI SOCI VITALIZI. - Di questa categoria, che ora conta 283 iscritti, sono entrati a far parte il R. Conservatorio di Musica G. Verdi e il sacerdote dott. Giuseppe De Marchi di Torino; la marchesa Dora Damele di Bagni Pierantoni Mancini di Roma; il dott. ramni. Camillo Frova di Treviso; la R. Università per Stranieri di Perugia; la R. Università di Cagliari.
Segretario di redazione responsabile: ALBERTO M. GHISALBERTI