Rassegna storica del Risorgimento
ANNESSIONI ; TOSCANA
anno
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1941
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pagina
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457
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FONTI E MEMORIE
LA QUESTIONE DELL'ANNESSIONE DELLA TOSCANA, DA VILLAFRANCA AL PLEBISCITO, SULLA GUIDA DI LETTERE INEDITE
Carlo Bon Compagni dì Mombello era stato ministro per la pubblica istruzione nel primo Ministero costituzionale di Sardegna del 1848, era stato nuovamente ministro con Massimo D'Azeglio nel 1852 al dicastero di grazia e giustizia. Il Cavour amicissimo suo, come lo era il D'Azeglio, ne aveva proposta la nomina a Presidente della Camera dei'Deputati nel 1853 e tale carica il Bon-Compagni aveva ricoperta fino al momento in cui da uomo politico di primo piano, passava ad essere un semplice diplomatico accreditato presso il Granduca di Toscana.
Questa scelta dimostra 1* importanza dell'azione e della funzione che doveva avere un diplomatico sardo presso il Granduca di Toscana.
Non si creda però che il Cavour avesse inviato il Bon-Compagni in Toscana per svolgere opera di rivoluzione contro il Sovrano ed il Governo presso il quale era accreditato, e questo ci afferma il Bon-Compagni stesso colle parole seguenti:
Il Conte di Cavour, solito per antica consuetudine ed amicizia ad aprirmi tutto il suo pensiero, mi aveva detto innanzi che io partissi : Tutte le nostre ambizioni sono circoscritte al di qua dell'Appennino.
In Toscana, dice più oltre, m'ingegnai di far conoscere ed amare la politica intesa ad assodare lo libertà costituzionale ed a preparare l'Indipendenza Italiana.l)
Ma date le nuove tendenze della politica granducale, ispirata dall'Austria, ed il timor panico della Corte e di parecchi ministri per i liberali, anche i più innocui, il sentimento di avversione contro il Governo granducale e contro la Dinastia lorenese, andava crescendo e dilagando mentre fino a questa epoca era stato di una piccola minoranza.
Il concetto della unione della Toscana col Governo di Re Vittorio Emanuele II si andava formando proprio in questi tre anni 1858-59-60 e non progrediva che assai lentamente e si potrebbe dire che non è accetto completamente ai patrioti toscani ed ai liberali toscani che rimangono, fin dopo il plebiscito, leggermente autonomisti.
i) Vedi L. A. m LAMPORO, Dalla vita o delle opere di Carlo Bon-Compagni, Milano Vallanti, 1882.