Rassegna storica del Risorgimento
ANNESSIONI ; TOSCANA
anno
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1941
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pagina
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459
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La questione dell'annessione della Toscana, eev 459
al Conte di Cavour che stava aspettando la fine del breve Ministero nato dopo Villafranca. Ma a questa lacuna suppliscono le lettere che lo Spinola scrìveva giornalmente alla moglie tenendola al corrente di quanto accadeva nella politica del Governo provvisorio di Toscana.
Quanto espongo in questo breve scritto essendo limitato al periodo del Ministero La Marmora-Rattazzi, cosi mi attengo a parlare solamente di alcuni punti, principali che le lettere illuminano della politica di tal momento.
E noto che il ministro Baldasseroni rispose negativamente alla domanda di alleanza del Regno Sardo.
Infatti le lettere di Bon-Compagni a Cavour dal 20 al 29 aprile, *) danno la cronaca più sincera e più chiara di quanto accadde in quella decade durante la quale il Granduca di Toscana abbandonò il suo Stato.
E noto che il BonCompagni, nello storico giorno del 27 aprile, seppe contenere le dimostrazioni degli estremisti ed assicurare alla famiglia Granducale che sarebbe potuta uscire dagli Stati senza alcun disturbo ne alcuna ostile dimostrazione. Avendo il Granduca chiesto di essere accompagnato dai rappresentanti delle Legazioni estere, il Bon-Compagni dice:
La partenza della Corte procede ottimamente, richiese di essere accompagnata dal Corpo Diplomatico. Io ci mandai il Marchese Spinola, perchè in quei frangenti non volevo abbandonare la città.
In altro punto il Bon-Compagni all'erma:
Dal momento in cui avevo veduto inevitabile la rivoluzione, mi ero fissato sul fine a cui indirizzarla quando non fosse fermata a mezzo cammino, e mi stavano fermi tre concetti: Istituzione immediata di un Governo Provvisorio, dittatura del Re, dichiarazione che non si intendeva toccare nessuna questione politica, né pregiudicare che che sia in ordine alle sorti definitive di questo paese.
In un primo tempo il BonCompagni, nominato Commissario straordinario dal Re Vittorio Emanuele per la durata della guerra e ciò perchè il Re non aveva accettata la dittatura ma il protettorato, aveva quale disegno di tener lontani gli uomini politici del paese e di provvedere air Amministrazione interna più che con dei ministri, con dei direttori tecnici; ma questo progetto non fu attuabile cosicché dovette formare un Ministero con a capo il barone Bettino Ricasoli e di cui erano membri fra gli altri il ' Salvagnoli, il Peruzzi, il Ridoni, il Poggi.
) Vedi B. MANZONB, art. cit., pp. 219-225.