Rassegna storica del Risorgimento
ANNESSIONI ; TOSCANA
anno
<
1941
>
pagina
<
471
>
La questione dell'annessione della Toscana, ecc. 471
messo a sua disposizione il cifrario segreto della Legazione. Ora lo Spinola non era uomo da far simile offerta se non ne avesse avuto preciso ordine dal suo Governo.
Intanto il Bon-Compagni nella sua campagna di Roatto scriveva quello studio di cui aveva fatto accenno nella surriportata lettera allo Spinola del 27 settembre. In tale studio intitolato Considerazioni sull'Italia Centrale, egli dimostrava la legalità e la giustezza dei voti delle Assemblee e ripeteva in forma pubblica che la formazione di uno Stato* Centrale non poteva assolutamente risolvere la questione italiana, ma l'avrebbe complicata creando nuove autonomie, nuovi diritti di principi e nuove discordie, mentre solo l'annessione poteva dar soddisfazione ai popoli e calmare ogni sedizione nella libertà ed unità.
Come si vede il Bon-Compagni era in completo ed assoluto accordo col Rie asoli ed era quanto lui irremovibile in quella idea che aveva sostenuta prima degli altri.
Intanto il Corsini, marchese di Lajatico, agiva a Londra con grande intensità, come Io dimostrano i suoi rapporti e le sue numerosissime lettere.
Riguardo al giudizio che anche lui, da Londra, dava sull'azione del Ministero piemontese ed in ispecial modo sull'opera del Rattazzi, è interessante una lettera che verso la fine di agosto 1859 scriveva al Galeotti. Dopo avere attaccata la timidità del Matteucci ed avere affermato che il D'Azeglio, autorevole ministro di Piemonte presso la Corte di Londra, era perfettamente:
nelle nostre vedute proseguiva: - Bisogna finalmente che il Piemonte pensi, che mentre non si compromette accettandoci in protezione, perchè prende* una misura di ordine, che non pregiudica l'avvenire, compromette la sua influenza in Italia se ci rifiuta perchè per la seconda volta abbandonerebbe quegli stessi Stati che poco avanti aveva chiamati alle armi. Sotto lo stesso Rattazzi nel 1849 si abbandonò la Toscana all'anarchia per correre sul campo di Novara. Allora fu deplorabile, inconcepibile imprudenza: oggi sarebbe più deplorabile e più inconcepibile pudllanimita. Bisogna che 11 Signor Rattazzi ci pensi, perchè il suo nome potrebbe passare nella storia come fatale al Piemonte e all'Italia.
Speriamo che le recenti comunicazioni facendo vedere più. chiaro nei misteri delle Tuillcries rimettano un poco di coraggio, perfino a Rattazzi e al Matteucci.*)
d il Puccioni, nel suo citato volume riporta un brano di lettera dello stesso Corsini a Giorgini, che è una feroce requisitoria contro la
l) Vedi Lettere politiche di lì. Ricusali, U. Pertugi, JV. Corsini e C. Ridolfi a cura diHoBPUBGO e ZAlttCìTELLi, Bologna, Zanichelli, 1898.