Rassegna storica del Risorgimento

ANNESSIONI ; TOSCANA
anno <1941>   pagina <472>
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Franco Gavazza
politica del Rattazzi e che su per giù, con ancora più violenza, ripete quanto è esposto nella lettera surriportata.
In quanto a Massimo D'Azeglio, vedremo più innanzi, giacche seguiamo per quanto possibile l'ordine cronologico, quale fosse il suo giudizio.
Sorsero intanto molte difficoltà in questo periodo pei reggitori degli Stati della Lega; fra queste fu specialmente grave quella della nomina del Generale Comandante degli eserciti. La contrapposizione di Gari­baldi a Fanti, che aveva per causa la solita paura delle diplomazie estere, diede origine a screzi ed urti che il Governo piemontese non seppe in alcun modo arginare.
Ma stava per venire al pettine la maggiore Ielle questioni e cioè quella della Reggenza. Si sa che il Ricasoli giudicava giusta­mente, in un primo tempo, di non sapere intendere un Reggente senza mandato di colui che doveva rappresentare. Ma, data la diffi­coltà derivante dalla condizionata accettazione del Re, del resto non solo consigliata dal Rattazzi e dai suoi colleghi di Ministero, ma pare anche dallo stesso Cavour, se Reggenza era necessario od utile creare si doveva dalla stessa Assemblea che aveva eletto il Re, eleggere anche il Reggente. Fi abbiamo visto come questo esponga chiara­mente il Bon-Compagni nella surriportata del 27 settembre. E qui vien dimostrato che il Bon-Compagni era assai meno diplomatico dello stesso Conte di Cavour, pur essendo forse anche meno rivoluzionario.
Il Ricasoli si era acconciato a prendere l'iniziativa di far nominare il Reggente dall'Assemblea e allora si mise a vincere le mille opposi­zioni dei diversi patriotti toscani. Il 7 di novembre giungeva notizia che il Re avrebbe acconsentito a mandare come Reggente il Principe di Carignano. Nello stesso giorno si riuniva l'Assemblea della toscana e veniva formulato il seguente Ordine dei giorno:
L'Assemblea dei rappresentanti della Toscano, coerentemente alla deliberazione del 20 agosto del corrente anno colla quale, dichiarando essere fermo voto della Toscana di far parte di un forte Regno costituzionale sotto Io scettro di Re Vittorio Emanuele* intendeva conseguentemente adottare la Dinastia di Savoia e lo Statuto Sardo del 4 marzo 1841; considerata lu risposta della prefata Maestà Sua del di 3 settembre 1859 alla nostra Deputazione; volendo dare frattanto al Governo del paese una forma più consentanea all'ordine definitivo che è nei voi! e nelle speranze dei Toscani, nomina S. A. il principe Eugenio di Savoia Carignano a Reggente della Toscana, perche la governi a nome di S. M. il fle eletto.
Il 9 di novembre l'Assemblea votava alla unanimità la proposta governativa (in verità un solo voto fu contrario nello scrutinio segreto).